23 gennaio 2021
Aggiornato 20:30
Verso le elezioni

Comunali 2016: Morano, Rosso o Napoli? Il dilemma fa infuriare la «base» degli elettori

La convention organizzata da Luca Olivetti non è servita a dare un segnale di compattezza, ma anzi si sono visti gli attuali limiti del centrodestra. Mancano tre mesi alle elezioni, ma la strada è ancoa lunga

TORINO - Il tempo stringe ma il centrodestra continua la sua corsa verso le elezioni senza trovare quella compattezza tanto decantata qualche mese fa quando Lega Nord, Fratelli d’Italia e Forza Italia dicevano all’unisono che era giunto il loro momento e che per Piero Fassino la fine (quella politica) era vicina. Ma a tre mesi dalle elezioni la storia è completamente cambiata: si fanno ancora nomi di possibili candidati, quelli resi quasi ufficiali non piacciono e rischiano di tornare nel dimenticatoio e più in generale le strade ipotizzate sembrano non portare a nulla. Soluzione? Per ora nessuna.

Le previsioni parlano chiaro: sfida Appendino-Fassino
L’obiettivo del centrodestra era quello di mettersi in mezzo tra Pd e Movimento 5 Stelle. «Si arriverà al ballottaggio a Torino», ha detto qualche giorno fa Matteo Salvini facendo capire però che la sua preferenza in Piemonte ricade sulla città di Novara. Parole che infatti nei fatti vedono una Lega contestare la scelta di Osvaldo Napoli fatta da Forza Italia, ma che non ha proposto ufficialmente alcun nome. Ancora ieri nella convention organizzata alla Gam da Luca Olivetti, a cui hanno preso parte i partiti di centrodestra, la compattezza e la chiarezza si sono palesate come lontanissime. In prima fila erano presenti sia Roberto Rosso, colui che prima di tutti si è proposto, Osvaldo Napoli e Alberto Morano, il notaio che probabilmente sarà proposto da Salvini. Negli interventi ognuno è andato per la sua strada, solo coloro che negli ultimi anni hanno lavorato sul territorio e in Sala Rossa - vedasi Fabrizio Ricca della Lega e Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia - hanno detto di smetterla con questa tiritera e arrivare al punto. «Se a Torino prendiamo ceffoni da 25 anni sarà anche un po’ colpa nostra», ha detto il capogruppo leghista in Consiglio comunale guadagnandosi gli applausi dei presenti. Il rischio, paventato da molti, è quello di fare da spettatori nel confronto tra l’attuale sindaco Piero Fassino e la candidata grillina Chiara Appendino. Ciò che, oltretutto, è quello che dicono le previsioni attualmente.

Le proteste della «base»dell'elettorato
Se da un lato i candidati battibeccano tra loro e dall’altra ci sono i candidati consiglieri comunali che vorrebbero sapere per chi correre, c’è una terza variabile di non poco conto che non ne può più. E’ la «base» degli elettori di centrodestra, quelli che accorrono quando c’è qualche convention (come ieri) o gli incontri in cui si discutono i punti e i programmi. Sono, per dirla in soldoni, i voti sicuri di ogni partito. Ma questa incertezza e mancanza di compattezza sta portando all’esasperazione anche loro. «Bisogna darsi una svegliata», dice un militante della Lega Nord, «siamo a marzo, non manca tanto alle elezioni, eppure qui siamo ancora in alto mare».