15 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Riapertura dei Giardini Reali

Polemiche sui Giardini Reali: «Nessun fiore e aria da cantiere. E' stato uno spottone elettorale»

L'accusa dopo il giorno di festa per la riapertura di un luogo storico chiuso ormai da diversi anni. «Non si è certo potuto non notare che tanti anni di chiusura in realtà non siano serviti a nulla»

TORINO - «I Giardini Reali sono tornati alla città e ai suoi cittadini, questa partecipazione ci convince ancora di più della scelta di continuare a impegnarci su progetti di cultura partecipata e sulla sostenibilità e sulla qualità del nostro patrimonio ambientale». Parole del sindaco di Torino, Piero Fassino, nel giorno della riapertura dei Giardini Reali durante il ponte pasquale e tra un evento e l’altro inseriti in un vasto programma per festeggiare al meglio l’area verde ritrovata. «Migliaia di torinesi e turisti all’inaugurazione», ha ancora commentato Fassino, questa volta su Twitter, «in un clima di festa e orgoglio». Una giornata senza intoppi dunque, ma che in realtà non è stata così per tutti perché in molti si sono lamentati per come hanno trovato i Giardini Reali.

Spot elettorale o luogo ridato alla città?
Non sono pochi coloro che speravano in qualcosa di meglio, vista anche la festa preparata per l’inaugurazione dei «nuovi» Giardini Reali. Portavoce dei delusi è la consigliera del Movimento 5 Stelle della Circoscrizione 1 di Torino, Viviana Ferrero: «Questo è uno spottone elettorale a rovescio», dice la grillina, «si parla di oltre 15mila persone che hanno partecipato nel giorno di Pasquetta all'inaugurazione dei Giardini Reali tenuti chiusi per oltre 10 anni. E se i giardini godono di una loro naturale bellezza non si è certo potuto non notare che tanti anni di chiusura in realtà non siano serviti a nulla». Un’accusa mirata e precisa, un’inaugurazione a sua detta fatta in fretta e furia «con spazi ancora in terra battuta e altri con un tappeto di verde chiaramente appoggiato sopra, nessun fiore e l'effetto cantiere della grande fontana senza acqua e fontanella senza zampillo. Per chi si aspettava di visitare una nuova Reggia della Venaria o semplicemente i giardini dell'architetto francese André Le Nôtre, già attivo alla corte di Versailles, con i giochi d'acqua e le prospettiva floreali, oggi non è stato un gran giorno... anzi ci è rimasto molto, ma molto, male».

I lavori non sono ancora ultimati
Tra i delusi e chi è rimasto contento nel vedere riaperto un luogo di così tanta storia, c’è la realtà che parla di interventi non ancora ultimati. Il restauro riprenderà il 4 aprile, con una seconda fase di lavori dedicata agli interventi conservativi degli apparati lapidei che riguarderà la fontana dei Tritoni di Simone Martinez (1756), i vasi dei fratelli Collino (1769-1773), le statue di foggia seicentesca e le panchine di Amedeo Rizzi e Carlo Antonio Giudice (1767-1771). La conclusione prevista è per giugno prossimo. L’intervento, realizzato con risorse arrivate dal Programma Operativo Regionale, finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007/2013, è costato circa 1,5 milioni di euro.