9 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Omicidio Gloria Rosboch

Omicidio Rosboch, spuntano 11 telefonate nel giorno del delitto e una nuova indagata

Efisia Rossignoli, 45 anni, durante il primo interrogatorio aveva detto di aver telefonato a Gloria Rosboch fingendosi direttrice di banca. Ma spuntano diverse telefonate fatte anche a Gabriele Defilippi

IVREA - Undici telefonate fatte a Gabriele Defilippi nel giorno in cui è stata uccisa Gloria Rosboch. Questo è uno degli interrogativi a cui dovrà rispondere Efisia Rossignoli, la nuova indagata per l’omicidio della ex professoressa di Castellamonte a cui i carabinieri hanno notificato un avviso di garanzia nelle ultime ore. Potrebbe avere avuto un ruolo in quello che è un puzzle i cui pezzi piano piano stanno trovando un ordine e con un’accusa per lei di favoreggiamento sempre più vicina. Quello della quarantacinquenne non è un volto nuovo nell’indagine perché durante i primi interrogatori la stessa donna aveva detto di essere stata lei a telefonare alla Rosboch, fingendosi direttrice di banca, per tranquillizzarla sul destino dei suoi soldi. Aveva però negato qualsiasi coinvolgimento nell’omicidio e anche di esserne venuta solo a conoscenza.

Una versione che non ha convinto
La versione data da Efisia Rossignoli nell’interrogatorio non ha convinto, soprattutto alla luce delle undici telefonate con Defilippi nel giorno dell’omicidio. Ma non solo: l’iscrizione nel registro degli indagati permetterà agli inquirenti di accertare la sua presenza sulla Twingo usata per trasportare l’ex insegnante. Inoltre pare che Defilippi e Rossignoli fossero amanti e che quest’ultima e Caterina Abbattista, la madre di Gabriele, fossero amiche di lunga data. Una delle ipotesi e che dopo il delitto, il giovane ventiduenne si sia riparato proprio a casa di Efisia dove lo avrebbe atteso la madre.