16 novembre 2019
Aggiornato 00:30
Omicidio di Gloria Rosboch

Omicidio Rosboch, lacrime e abbracci tra Gabriele e la madre che si vedono in tribunale dopo 40 giorni

Visibilmente provato, barba incolta e dimagrito di dieci chilogrammi in poco più di un mese. Questo è Gabriele Defilippi oggi, quello che si è presentato in Tribunale a Ivrea per l’omicidio della sua ex insegnante di francese

IVREA - Non sapevano che si sarebbero rivisti e quando gli occhi dell’una ha incrociato quelli dell’altro sono rimasti immobili prima di scoppiare in un pianto liberatorio. Poi si sono abbracciati. Questa mattina con due furgoni blindati diversi sono stati portati in Tribunale a Ivrea sia Gabriele Defilippi che la madre Caterina Abbattista, quasi due mesi dopo l’arresto con l’accusa di omicidio avvenuto il 19 febbraio scorso e ad almeno 40 giorni dall'ultima volta che si erano visti. L’occasione per rivedersi, a loro insaputa, è stata il conferimento dell’incarico ai periti di parte per esaminare ciò che i Ris di Parma hanno trovato su quella Renault Twingo bianca di Roberto Obert utilizzata per portare Gloria Rosboch verso il suo tragico destino.

Peggiorano le condizioni di Gabriele Defilippi
Visibilmente provato, barba incolta e dimagrito di dieci chilogrammi in poco più di un mese. Questo è Gabriele Defilippi oggi, quello che si è presentato in Tribunale a Ivrea per l’omicidio della sua ex insegnante di francese per cui è accusato di omicidio. A dire qualcosa di più sulle sue condizioni è il suo legale, l’avvocato Pierfranco Bertolino: «Pesa meno di 50 chili e dimagrisce giorno dopo giorno», asserisce, «Per Gabriele è stato importate lasciare la cella del carcere di Torino, è un modo per tentare la strada del recupero psicologico».