25 febbraio 2021
Aggiornato 09:00
Cultura

Quelle volte in cui si spezzò... la Mole Antonelliana

Non tutti lo sanno ma, in 129 anni di vita, il monumento simbolo della nostra città si è spezzato ben due volte cambiando per sempre la storia di Torino

TORINO - 11 agosto 1904, 23 maggio 1953. Cos'hanno in comune queste due date? La Mole Antonelliana «spezzata». Si, perché probabilmente non tutti lo sanno ma in 129 gloriosi anni di storia, il monumento simbolo di Torino si è spezzato per ben due volte. La causa? La forza della natura, ovviamente.

Un genio caduto dal cielo
Ma facciamo due salti indietro, 11 agosto 1904. Torino è avvolta da un violentissimo nubifragio. Tra lampi e tuoni, improvvisamente un boato più forte, «innaturale». I cittadini si affacciano dalle finestre, aprono la bocca sconcertati: un fulmine ha colpito la Mole Antonelliana, l'edificio in mattoni più alto del mondo, provocando il crollo della statua posta sopra la guglia. La forza della natura si era riversata tutta sul genio alato in cima alla Mole, voluto e costruito da Antonelli perché simbolo protettore della città. Da quel violento temporale, la fisionomia dell'edificio non fu più la stessa: il genio alato, dopo esser crollato a causa del fulmine, fu sostituito da quella che oggi è la stella a cinque punte che tutti conosciamo. Oggi il genio è custodito all'interno della Mole.

Il crollo della guglia
L'altro episodio si verificò il 23 maggio 1953. Dopo una giornata torrida, in cui si toccano i 35,8 gradi, su Torino si abbatte un terribile temporale. I cittadini si chiudono nei propri appartamenti, nessuno esce di casa. Poi, proprio come nel 1904, un boato devastante fa tremare le pareti delle abitazioni di mezza città: la Mole si è spezzata, ancora una volta. A cadere a terra, incredibilmente senza provocare nessun morto, non è la stella ma una parte della guglia. 400 tonnellate di mattoni si abbattono sul giardino della Rai, in quel momento vuoto. Da quel giorno la Mole Antonelliana venne rinforzata e costruita senza l'utilizzo dei mattoni, perdendo così il primato d'edificio in muratura più alto d'Europa. Un record che ai torinesi interessa ben poco: l'importante è non vedere mai più la Mole «decapitata».