16 agosto 2017
Aggiornato 15:00
Elezioni comunali a Torino

Elezioni 2016, oggi è il giorno del Consiglio di Stato: la Lista del Grillo e FdI sperano

Ultimo grado di giudizio amministrativo per le prossime elezioni comunali. I giudici del Consiglio di Stato dovranno dare risposta ai ricorsi presentati: potrebbero rientrare in gioco i «nemici» del Movimento 5 Stelle e FdI in tutte le Circoscrizioni

Ricorso del Movimento 5 Stelle contro la Lista del Grillo accolto dal Tar (© )

TORINO - Giorno importantissimo quello di oggi per la politica torinese in vista delle prossime elezioni amministrative. Il Consiglio di Stato è chiamato a dare risposta ai ricorsi presentati dopo le decisioni delle Commissioni elettorali e del Tar del Piemonte a proposito delle liste escluse. Ma non solo. Tra poche ore si saprà anche se la Lista del Grillo di Renzo Rabellino, esclusa dal tribunale amministrativo regionale, potrà rientrare in gioco a «danno» del Movimento 5 Stelle della candidata Chiara Appendino.

Per il Comune sperano Ariotto e Rosso
Oltre alla Lista del Grillo, non ammessa perché l’elettore medio avrebbe potuto confonderla con quella dei grillini vista l’omonimia con il leader Beppe Grillo, sperano di poter essere ammesse alla competizione elettorale anche il Partito liberale italiano, in coalizione con Roberto Rosso, e il candidato Alessio Ariotto con la sua unica lista Partito comunista dei lavoratori, esclusa perché le firme sarebbero state autenticate in un altro comune. Ad attendere l’esito però c’è anche Roberto Salerno con la Destra nazionale-Msi: dopo la prima esclusione da parte della Commissione elettorale a causa della fiamma tricolore presente nel simbolo, lo scorso venerdì era stata riammessa dal Tar. Il ricorso presentato da Fratelli d’Italia contro questi ultimi per una somiglianza con Alleanza Nazionale avrà una risposta oggi.

Da rifare le schede delle Circoscrizioni
E’ molto probabile che si debbano rifare le schede elettorali delle otto Circoscrizioni torinesi. Le liste di Fratelli d’Italia dovrebbe essere riammesse in tutti i quartieri visto che per un caso analogo a Milano i giudici del Consiglio di Stato hanno dato esito positivo. Non influirebbe l’utilizzo di un vecchio prestampato per la raccolta delle candidature, usato da FdI, in cui mancava la casella per la dichiarazione di insussistenza di cause di incandidabilità prevista dalla legge Severino. I giudici dovrebbero rimettersi al principio della massima partecipazione alle consultazioni elettorali e rimettere in gioco Fratelli d’Italia.