21 ottobre 2017
Aggiornato 21:00
'Ndrangheta

Duro colpo alla 'Ndrangheta: confiscati 18 milioni di euro alla cosca Marando

Ville, case e attività imprenditoriali. Un geometra riciclava il denaro "sporco", proveniente dal narcotraffico

TORINO - Duro colpo della giustizia alla 'Ndrangheta radicata in Piemonte. La Corte d'Appello di Torino ha confermato la sorveglianza speciale per cinque persone vicine alla famiglia Marando e la confisca di beni per un valore di circa 18 milioni di euro. 

Terzo sequestro più grande del Nord Italia
Un provvedimento davvero esemplare, si tratta infatti del terzo sequestro più grande mai avvenuto nel nord-Italia. La famiglia Marando, legata al comune di Plati, da anni si era dislocata soprattutto a Leinì e Volpiano. La confisca segue la proposta del direttore della Direzione Investigativa Antimafia, che nel 2010 aveva arrestato 8 persone nell'operazione "Marcos".

Il geometra riciclava il denaro
L'ingente patrimonio, acquisito dal gruppo attraverso il riciclaggio dei flussi di denaro provenienti dal narcotraffico, era stato affidato a un geometra originario di Bianco (Reggio Calabria) che aveva il compito di investire il denaro "sporco" in attività immobiliari. Tra i beni confiscati figurano abitazioni, ville e terreni ubicati in Piemonte, Lombardia, Lazio e Calabria, formalmente intestati a persone fisiche e giuridiche, riconducibili alla cosca Marando. La Corte, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica di Torino, ha disposto la confisca anche dell’immobile sito in Volpiano, via Lombardore, teatro nel giugno 1997 del triplice omicidio dei fratelli Stefanelli.