24 ottobre 2017
Aggiornato 07:30
Cronaca

Armeggiano una pistola sul un treno pieno di bambini: paura a Porta Nuova

Gli agenti in borghese della Polfer sono intervenuti, nonostante le difficoltà per la presenza dei tanti bambini, e hanno bloccato due ragazzi. La pistola, priva di tappo rosso, si è poi rivelata una scacciacani

La pistola scacciacani che ha creato il panico sul treno regionale (© )

TORINO - Attimi di paura sul treno regionale partito da Ventimiglia e diretto a Torino. I passeggeri, nella prossimità della stazione di Fossano, hanno notato due giovani che armeggiavano una pistola. Uno dei due ragazzi inserita il caricatore e la muoveva in modo plateale, mentre l’altro si guardava attorno con circospezione.

La paura sul treno e il fermo a Porta Nuova
I passeggeri, allarmati, hanno chiamato immediatamente il 113 che ha mandato sul posto alcuni agenti. Una volta arrivati a Carmagnola, i due giovani si sono accorti di essere stati notati e sono prima scesi, poi risaliti sullo stesso treno per far perdere le proprie tracce. Grazie alla collaborazione del personale delle Ferrovie di Stato e alla descrizione minuziosa dei testimoni, i soggetti sono stati individuati a Porta Nuova. La situazione era davvero delicata, vista la presenza sul treno di alcune scolaresche che rientravano dalla gita scolastica in Liguria: i poliziotti hanno agito preservando la loro totale sicurezza.

Il ritrovamento degli agenti della Polfer
I ragazzi sono stati accompagnati negli uffici della Polfer e identificati: un marocchino residente a Ventimiglia con precedenti di polizia per furto e un senegalese domiciliato a Mentone, entrambi ventenni e muniti di regolare permesso di soggiorno. Nello zainetto è stata rinvenuta la pistola che in realtà era una scacciacani marca «Bruni», con tappo rosso interno non visibile e cartucce a salve. Sempre dallo zaino sono poi emersi un caricatore e una valigetta con oltre 40 cartucce: tutto il materiale è stato sequestrato e i due giovani denunciati per procurato allarme e porto ingiustificato d’armi e oggetti atti a offendere, commessi in concorso.