14 dicembre 2017
Aggiornato 01:31
Scarmagno

L'inferno in un'azienda chimica a Scarmagno: almeno 14 feriti, due pomperi gravi

Prima un incendio e poi un'esplosione improvvisa che ha investito carabinieri e vigili del fuoco accorsi sul posto

SCARMAGNO - Due vigili del fuoco gravi ricoverati d'urgenza al Cto, un carabinieri ferito a una spalla per salvare un bambino, altri militari dell'Arma e pompieri investiti da un’esplosione udita a 10 chilometri di distanza e detriti trovati anche 200 metri dal luogo dell’incidente. E’ successo di tutto nella tarda serata a Scarmagno, nel Canavese, dove un’azienda chimica - la Darkem, ex Interchimica - è stata colpita prima da un vasto incendio e poi, quando sono intervenuti carabinieri e pompieri, anche da un’esplosione improvvisa. Non ci sono state vittime ma parecchi feriti di cui due trasportati in gravi condizioni all’ospedale Cto nel reparto Grandi Ustionati.

Diverse esplosioni e poi l’incendio: 14 feriti
L’inferno è scoppiato intorno alle ore 21. Prima ci sarebbero state quattro esplosioni all’interno dell’azienda chimica che fa parte del comprensorio ex Olivetti, poi l’incendio e quelle fiamme e fumo che si sono levati fino in cielo, tanto da essere viste da molti chilometri di distanza. Sul posto sono corsi i vigili del fuoco, i carabinieri e le ambulanze. Al loro arrivo la situazione è ancora peggiorata. Ci sono state altre esplosioni, almeno quattordici persone sono rimaste ferite, ustionate o intossicate. Il più grave è il caposquadra dei pompieri, un uomo di 54 anni, che ha riportato ustioni di terzo grado sul volto e sul torace. Fino a questa mattina le squadre si sono date il cambio per domare un vero e proprio inferno.

Carabiniere salva bambino ma si ferisce
Tra i feriti c’è anche un carabiniere che si è fatto seriamente male a una spalla per salvare un bambino in una delle case vicino alla fabbrica. Anche lui è stato trasportato al pronto soccorso della struttura sanitaria torinese. Stesso destino per alcuni residenti che si sono feriti tentando di fuggire a causa dell’onda d’urto.