26 ottobre 2020
Aggiornato 23:00
Elezioni comunali di Torino 2016

«Telecamere in città, più municipale e campi rom», Fassino per il ballottaggio fa l'occhiolino a Rosso

Fassino per la campagna elettorale in vista del ballottaggio punta sul tema «sicurezza». I suoi tre punti sono molto simili, anzi identici, a quelli di Roberto Rosso. Ma lui si difende: «Tutti i candidati hanno parlato di queste cose»

TORINO - Che il ballottaggio sia una sfida diversa dal primo turno elettorale un politico esperto come Piero Fassino lo sa bene. Tanto che per aggiudicarsi i voti dei candidati ed elettori che il 5 maggio non lo hanno votato sta studiando una strategia più aggressiva rispetto a quanto fatto fino a oggi. Ed è così che ha preso sotto braccio anche il candidato Roberto Rosso, seppur senza averlo formalmente incontrato, mettendo in cima ai punti «nuovi» da perseguire quello della sicurezza. Tre i cardini: maggiore presenza della polizia municipale in città, più telecamere tra le vie e i corsi di Torino e, infine, superamento dei campi nomadi come già avvenuto in corso Tazzoli. Guarda caso, gli stessi identici che Rosso ha sbandierato ai quattro venti durante la «sobria» campagna elettorale.

«Mi rivolgo a tutti i cittadini, anche al cittadino Rosso»
«Per dare una risposta alla domanda di sicurezza opereremo da subito per una maggiore presenza sul territorio, sia con la dislocazione maggiore di vigili urbani, sia ridisegnando la presenza delle varie sezioni per averne a disposizione un maggior numero. Daremo corso a un sistema che investirà tutta la città di un controllo attraverso videocamere e telecamere e, infine, proseguiremo il superamento dei campi rom». Lette così, queste parole sembrerebbero pronunciate da Roberto Rosso,  il candidato che domenica scorsa ha totalizzato il 5,05% delle preferenze, pari a 20.349 voti, cioè la metà del gap che lo distanzia dalla rivale Chiara Appendino. Qualcuno deve averglielo fatto anche notare a Fassino, tanto che il sindaco uscente si è fatto una risata (cosa quasi strana per lui) rispondendo che «io mi rivolgo a tutti i cittadini, compreso al cittadino Rosso». Spiegando meglio ha evidenziato che il tema della sicurezza è stato toccato un po’ da tutti i candidati sindaco e «nel momento in cui registro che quel tema è un tema che vive nell’animo dei cittadini lo raccolto per dare una risposta ai cittadini stessi».

«Se Fassino punta sulla sicurezza lo voto al ballottaggio»
Il ballottaggio si avvicina. Roberto Rosso e il suo elettorato non hanno però ancora deciso chi sostenere tra Chiara Appendino e Piero Fassino. Raggiunto telefonicamente, Rosso ci spiega che lui starà con chi rispetta i suoi tre dogmi sulla sicurezza (telecamere, più municipale e campi rom). «Se Fassino prende l’impegno formale e rispetta i miei tre punti io lo appoggio», ci dice con fermezza, «Lo stesso varrebbe anche per Appendino, non faccio distinzioni». Il sentore è che «l’uomo del centrodestra» appoggerà Fassino, anche se un incontro non c’è stato: «No, io e Fassino non ci siamo né visti né sentiti e per il momento non ci sono incontri in programma». Intanto, nell’attesa di capire chi appoggiare (o astenersi) al ballottaggio, Roberto Rosso pensa già alle prossime settimane: «Farò il consigliere comunale», dice, «Sono contentissimo del risultato raggiunto alle elezioni visto che ho eguagliato Forza Italia ed è da qui che riparto».