23 gennaio 2021
Aggiornato 22:00
Elezioni comunali a Torino

Ballottaggio a Torino, Rosso appoggia Appendino: «Siamo contro Fassino, lei il male minore»

Roberto Rosso contro Piero Fassino senza «se» e senza «ma». E il 19 giugno i suoi elettori sono caldamente invitati a sbarrare la strada al sindaco uscente. «Non siamo neanche con i Cinque Stelle, ma sono il male minore»

TORINO - «Il Movimento 5 Stelle non è il bene, il centrodestra è il bene, ma a volte tra due mali bisogna scegliere quello minore». Non lo dice chiaramente chi voterà al ballottaggio, ma lo fa capire in più riprese e molto limpidamente. Roberto Rosso appoggia Chiara Appendino per il prossimo 19 giugno quando i torinesi saranno chiamati nuovamente alle urne per scegliere il sindaco, questa volta non tra 17 candidati ma tra due: la grillina appena citata e Piero Fassino. «Se domenica sera qualcuno siederà sulla poltrona di primo cittadino al posto di Fassino non potremo che festeggiare».

"Fassino e Appendino? Sono due mali entrambi"
A nulla sono servite le parole dei candidati sindaco negli ultimi giorni. Fassino ha parlato di telecamere per la città, più agenti della municipale e una soluzione per i campi rom, «sembrava che parlassi io», ha detto Rosso, «ma ciononostante non lo appoggeremo». Due le scelte, entrambe sbagliate per l’ultimo politico uscito sconfitto da un ballottaggio a Torino (era il 2001 contro Sergio Chiamparino). «Abbiamo pensato a lungo con chi schierarci apertamente, ma se da un lato per l’attuale sindaco è un no per la gestione della città negli ultimi cinque anni, la risposta è uguale per la Appendino». Quindi si schiera con la grillina? «Bè. i candidati sono due e non quaranta. Noi siamo contro il Sistema Torino, contro Fassino». A sentire qualche elettore di Roberto Rosso il sentore è quello che chi andrà a votare barrerà la casella con il nome «Appendino» che quindi potrebbe contare sui voti dei 18mila torinesi che lo scorso 5 giugno avevano dato la propria preferenza a Rosso. Un gap che comunque non sarebbe colmato ancora neanche se tutti e 18mila scegliessero la Cinque Stelle.