23 settembre 2019
Aggiornato 06:30
Clienti truffati dal mobilificio

Mobilificio “Arredando” fallisce dopo aver truffato centinaia di clienti, arrestati i responsabili 

Due soggetti in manette e un terzo indagato per numerosi reati, tra cui bancarotta fraudolenta e truffa. Il locale, sito a Beinasco, chiuso lo scorso settembre 

BEINASCO - Due persone sono finite in manette per il fallimento delle società che gestivano il mobilificio «Arredando» di Beinasco, in provincia di Torino. I reati contestati sono bancarotta fraudolenta, truffa, dichiarazione infedele, omesso versamento di IVA e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

Mobili mai consegnati
Centinaia le truffe perpetrate a danno dei clienti del mobilificio, sito in strada Antica di None e a cui erano stati posti i sigilli lo scorso settembre. Nello specifico, gli arrestati - N.M., 34 anni e T.F., 31 anni - vendevano agli acquirenti i mobili in esposizione a prezzi relativamente vantaggiosi, senza però mai consegnare effettivamente la merce o consegnandone solo una minima parte. Inoltre i due soggetti, con la complicità di una terza persona, M.A., attualmente indagata, tramite prelevamenti in contanti non giustificati dai conti correnti hanno sottratto dalla prima società amministratrice del mobilificio - operante fino al gennaio 2015 - oltre 300mila euro, causando il fallimento della società stessa così come del secondo ente ad essa subentrato e che ha operato da febbraio a luglio 2015.

False dichiarazioni
Ma i reati non finiscono qui. Gli investigatori hanno infatti appurato che T.F., - amministratore di fatto di entrambe le società - per gli anni 2012, 2013 e 2014 ha omesso di indicare nella dichiarazione della prima società maggiori ricavi per complessivi 3,8 milioni di euro - corrispondente ad un’imposta evasa sui redditi per oltre un milione di euro ed IVA dovuta per circa 700mila euro - oltre al versamento di oltre 300mila euro di IVA.

Centinaia i clienti truffati
Le indagini sono iniziate a seguito di numerose querele sporte dai clienti - i quali hanno anche creato un gruppo su internet dal titolo «Quelli di Arredando Ingrosso Arredamenti» - presso le fiamme gialle di Orbassano, che segnalavano gravi inadempimenti contrattuali da parte del mobilificio. Contestualmente, le misure cautelari sono state seguite dal sequestro preventivo - anche per equivalente e fino alla concorrenza di una somma complessivamente non superiore ai 2,7 milioni di euro - dei beni riconducibili ai tre soggetti indagati.