15 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Omicidio Gloria Rosboch

Gloria Rosboch, nuova perizia: «Caterina Abbattista era in ospedale il giorno dell'omicidio»

La mamma di Gabriele Defilippi non si sarebbe trovata con il figlio la sera dell'omicidio, ma sarebbe rimasta in ospedale almeno fino alle 22.55. A dirlo potrebbe essere una nuova perizia voluta dagli avvocati della difesa

TORINO - Seppur lontano dalle telecamere, continua l’indagine sulla morte della professoressa di Castellamonte, Gloria Rosboch. In particolare, nelle prossime ore, è attesa una perizia chiesta dagli avvocati difensori di Caterina Abbattista, tesa a dimostrare che nel giorno dell’omicidio, lo scorso 13 gennaio, la donna, infermiera, si trovasse in servizio all’ospedale di Ivrea dalle 14.47 alle 22.55, così come già dimostrato dagli orari di entrata e uscita registrati con il badge. Una perizia che dovrebbe così smentire quanto scritto nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Marianna Tiseo in cui, si legge, «alle 19.19.59 l’utenza della Abbattista effettua una connessione dati verso l’Apn ‘tre.it’ in Lte 26 della durata di 14,60 secondi utilizzando la cella numero 137091 di Montalenghe, strada vicinale per Prato Maur», tradotto il cellulare di Caterina Abbattista aveva effettuato una connessione alla rete dalla zona di Montalenghe e non da Ivrea.

Perizia ininfluente per la scarcerazione
Manca ancora l’ufficialità, ma pare che i periti siano riusciti a dimostrare come il cellulare di Caterina Abbattista si sia agganciato più volte alla cella di Montalenghe pur trovandosi a Ivrea. Una cosa successa non solo il 13 gennaio, ma anche nei giorni precedente. Però, anche qualora si dimostrasse quest’ultima tesi, per la mamma di Gabriele Defilippi non si aprirebbero le porte del carcere per farla uscire. Lei, accusata di concorso in omicidio potrebbe aver avuto un ruolo nell’ideazione del piano per uccidere Gloria Rosboch: sufficiente per la magistratura per farla rimanere in carcere.