23 giugno 2017
Aggiornato 02:00
Elezioni comunali di Torino 2016

Perso il ballottaggio, Fassino svela il suo futuro: «Resto in Consiglio comunale per il bene di Torino»

L'ipotesi che lasciasse il ruolo di consigliere comunale che gli spettava per aver perso il ballottaggio era forse quella più accreditata. E invece no, Fassino rimarrà in Sala Rossa anche nei prossimi cinque anni. «Sarà un'opposizione di Governo»

TORINO - «Io farò il consigliere comunale e darò tutto il mio contributo». Piero Fassino svela il suo futuro, quello che in tanti aspettavano di sapere e che molti credevano non possibile. Sconfitto al ballottaggio da Chiara Appendino, il candidato del Pd, nonché sindaco uscente, siederà in Sala Rossa anche nei prossimi cinque anni, anche se nella postazione riservata ai consiglieri di opposizione e non più nel posto del primo cittadino. Un ruolo sicuramente non di primo piano per un politico abituato a una carriera sotto i riflettori, ma che Fassino ha detto che farà per garantire che «la nuova amministrazione cittadina non comprometta quanto fatto fino a oggi per la città». Quella del Partito Democratico sarà «un’opposizione di Governo». «Come farà», dice ironicamente il sindaco uscente riferendosi al Movimento 5 Stelle, «un partito di opposizione a convertirsi in fretta e a diventare un partito di Governo?».

«Ora Appendino deve fare un vero programma»
Non se ne dà pace. Attaccato già in campagna elettorale, Fassino inizia la sua opposizione al Movimento 5 Stelle ancor prima di entrare in Sala Rossa e tira di nuovo in ballo il programma dei grillini per la città di Torino. «Mi auguro che il nuovo sindaco sia consapevole di non mettere a rischio quello che la Città è venuta costruendo», ha detto, «per farlo credo che Appendino dovrò darsi un programma cambiando quello con cui ha vinto le elezioni che non è un programma di Governo, ma di opposizione e fondato su tanti ’no’. Con i ‘no’ si fa opposizione, si prendono i voti, ma non governa una città». E poi punta il dito sul tema «trasparenza» e sul Tav e sul reddito di cittadinanza tanto cari alla neo prima cittadina: «Visto che si invoca tanto la trasparenza, proprio in nome di questa Appendino dovrà spiegare a quelli che sventolavano le bandiere No Tav sotto il Comune che non è in grado di fermare quell’opera, così come a coloro a cui ha detto che darà il reddito di cittadinanza dovrà spiegare che adesso non glielo può dare perché è compito di altri».

«Orgoglioso di quanto fatto per Torino»
Piero Fassino è più umano oggi. Parlando degli ultimi cinque anni sembra quasi commosso e sottolinea in toni diversi rispetto alla campagna elettorale e ai confronti televisivi ciò che la sua amministrazione ha fatto per la città di Torino. «Sono orgoglioso del lavoro svolto, non ho lesinato alcuna energia e su questo c’è unanime riconoscimento di questo lavoro. Ho lavorato perché Torino fosse più moderna, attrattiva e più solidale. Ed è questo che lascio al nuovo sindaco».