2 luglio 2020
Aggiornato 11:00
Disastro ambientale

Rifiuti tossici nel fiume, morte 35.000 trote: avrebbero dovuto ripopolare il Po

La specie di pesci, una volta molto presente nel fiume Po, è in via d’estinzione. L’Associazione Liberi Pescatori attacca: “Anni di sacrifici e lavoro buttati al vento”

VILLAFRANCA PIEMONTE - Trentacinquemila trote marmorate morte avvelenate, un disastro ambientale di grandissime dimensioni. I pesci avrebbero dovuto ripopolare il fiume Po, invece sono stati sterminati da liquami tossici gettati nel rivo da cui si alimentano le vasche dell’acqua.

Lo sfogo dell’Associazione Liberi Pescatori
Il danno, come detto, è importante. L’Associazione Liberi Pescatori di Villafranca, sulla propria pagina Facebook, si è lasciata andare in uno sfogo tanto duro quanto amaro: «Ringraziamo ancora una volta, chi pensando di essere il più furbo, questa notte ha sversato liquami o prodotti tossici nelle acque della Bealera del Molino approfittando del temporale e dell'acqua torbida. Erano ben 7 anni che non capitava di arrivare in impianto e trovare tutti i pesci morti. Marmorate piccole, medie e riproduttori, Fario e Iridee di ogni taglia, e qualsiasi forma acquatica vivente ha smesso di vivere. Anni di sacrifici e duro lavoro buttati al vento grazie a chi non si fa scrupoli a danneggiare l'ambiente fluviale. Ora valuteremo se continuare o smettere definitivamente di lavorare per niente».

Un danno devastante per l’ambiente
Alcuni testimoni, lunedì mattina, hanno visto una schiuma giallastra nel rivo del fiume e un odore fortissimo di liquami tossici. Attualmente l’associazione non ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. A rimetterci, oltre agli uomini che in quei luoghi hanno lavorato per anni, è soprattutto l’ambiente: la trota marmorata una volta popolava tutto il fiume Po, ora è in via d’estinzione. Un’estinzione sempre più probabile anche per colpa di simili disastri.