24 aprile 2019
Aggiornato 02:30
Oggi in Sala Rossa

Primo Consiglio comunale targato Appendino, si discute il risparmio promesso di 5 milioni

Dalle prime indiscrezioni il risparmio ottenuto con il taglio a staffisti e a dirigenti a termine potrebbe essere addirittura maggiore: 6,5 milioni di euro, di cui 5 saranno destinati per finanziare l’inserimento lavorativo dei giovani nelle piccole e medie imprese

TORINO - Dopo tante voci di corridoi e «da bar» su quel che sarà Torino governata dal Movimento 5 Stelle, oggi si passa ai fatti con l’inizio ufficiale della legislatura e con il primo Consiglio comunale dell’era di Chiara Appendino sindaca. Si comincia con le basi di quel che è la nuova composizione della Sala Rossa e quindi con la convalida degli eletti, il giuramento della prima cittadina, l’elezione del presidente del Consiglio comunale che, quasi certamente, ricadrà sul grillino Fabio Versaci, e dei suoi vice (Enzo Lavolta per l’opposizione e Chiara Giacosa per la maggioranza), la comunicazione della giunta con i nuovi undici assessori, la scelta dei tre membri e dei tre supplenti della Commissione Elettorale comunale che resteranno in carica per tutto il quinquennio. A questo si aggiunge la prima delibera, proposta da Appendino e dall’assessore al Bilancio Sergio Rolando sui «criteri generale in materia di ordinamento degli Uffici e dei Servizi».

La promessa elettorale: «5 milioni per i giovani»
Lo ha detto, ridetto e ribadito. La sindaca Chiara Appendino in campagna elettorale ha parlato più volte di tagli a staff e incarichi dirigenziali a termine e di quel risparmio calcolato in 5 milioni di euro per finanziare l’inserimento lavorativo dei giovani nelle piccole e medie imprese. E con la prima delibera la promessa sarebbe già stata mantenuta: previsti tagli di oltre il 40% (contro il 30% ipotizzato) calcolati in circa 6,5 milioni di euro grazie in primis a uno staff più contenuto per gli assessori che avranno a disposizione due collaboratori a testa, uno esterno e uno interno (cioè già dipendente comunale), mentre nella precedente amministrazione Fassino, che già aveva ridotto il numero rispetto a quella di Chiamparino, c’era chi aveva in totale tre o quattro «staffisti». In questo modo la spesa totale per staff e dirigenti a termine scenderà dai 16,2 milioni di euro dell’ultimo quinquennio a meno di 10 milioni. Ridotti sensibilmente anche i collaboratori della sindaca: sono tre, l’addetto stampa Luca Pasquaretta, il responsabile della comunicazione Xavier Bellanca e Caterina Pregliasco. Per Paolo Giordana, che prenderà il posto del capo di Gabinetto, non ci saranno nuovi contratti visto che è già un dipendente del Comune di Torino.