19 giugno 2019
Aggiornato 18:30
L'iniziativa

Una panchina rossa davanti al carcere Vallette per dire «no alla violenza sulle donne»

“Non chiamare amore chi ti fa soffrire” è la frase scelta da un gruppo di ragazzi e ragazze che hanno lavorato insieme dipingendo altre tre panchine e una fontana

TORINO - «Non chiamare amore chi ti fa soffrire». E’ questa la frase scritta sulla panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza sulle donne, inaugurata ieri davanti alla Casa circondariale di Torino, in via Maria Adelaide Aglietta 35.

Il progetto "Piazza Ragazzabile"
L’autore dell’opera è Karim Cherif, incontrato da noi qualche mese fa. Presenti all’inaugurazione anche i ragazzi e le ragazze che hanno scelto la frase da dipingere, frutto di un lavoro portato avanti negli scorsi mesi nell’ambito di «Piazza Ragazzabile», progetto dell'associazione Jonathan, realizzato con Cooperativa San Donato, Circoscrizioni 4 e 5 e Leroy Merlin di Collegno (che ha messo a disposizione i materiali per dipingere la panchina e ha donato al carcere altre vernici per le attività dei detenuti). Oltre alla «panchina rossa» infatti, sono state ridipinte altre tre panchine del giardino e una fontana. 

Perché la panchina davanti al carcere
Tante le autorità presenti e intervenute alla cerimonia: dall’assessore alle Pari Opportunità Marco Giusta al direttore del carcere Domenico Minervini, passando per la vice comandante del reparto di polizia penitenziaria di Torino. Tutti uniti sotto un’unica causa: condannare la violenza sulle donne. Monica Gallo, Garante dei detenuti del Comune di Torino ha dichiarato: «L’inaugurazione di oggi è frutto di un progetto condiviso durato sei mesi. Abbiamo scelto questo luogo, dove ci sono anche persone detenute per reati a sfondo sessuale, per stimolare la riflessione e percorsi detentivi che portino a una maggiore consapevolezza e aiutino ad evitare la recidiva».