23 marzo 2019
Aggiornato 01:00
Emergenza casa

Case popolari, 52 alloggi vuoti nonostante le migliaia di persone in attesa

Respinte centinaia di domande a causa di "criteri" beffa. La soglia di sbarramento è altissima e gli alloggi rimangono inabitati nonostante l'emergenza casa
Sono circa 12.000 le persone che ogni anno richiedono una casa popolare
Sono circa 12.000 le persone che ogni anno richiedono una casa popolare

TORINO - L'emergenza abitativa è sicuramente uno dei problemi più gravi che affligge la nostra città: sono infatti circa 12.000 le persone che ogni anno richiedono al Comune di avere una casa popolare. Nonostante questa situazione, non si trovano 70 famiglie con i requisiti adatti per ottenere un alloggio da ristrutturare parzialmente e abitare. Può sembrare un paradosso, ma succede davvero.

Dodici alloggi su 64 sono abitati
E pensare che per "entrare" dentro queste case basterebbe davvero poco: la Regione chiede infatti svolgere dei lavori di manutenzione all'interno di appartamenti inagibili, senza però superare la spesa di 7000 euro. Molto spesso la ristrutturazione è davvero molto semplice e richiede piccoli lavori: rifacimento degli infissi, sostituzione dei termosifoni o cambio delle piastrelle. Dei 64 alloggi messi a disposizione da ATC, fin ora ne sono stati assegnati solamente 12. Un numero davvero esiguo.

Il paradosso del criterio d'assegnazione
Questo paradosso è stato creato da una soglia di sbarramento introdotta dal Comune di Torino (ci riferiamo alla passata amministrazione "Fassino") altissima: l'accesso all'autorecupero è riservato solo a chi è in cima alla lista per ricevere la casa popolare. Ed è qui, in questo vizio burocratico, che scatta l'assurdità della questione: per quale motivo una famiglia che sta per ricevere una casa, dovrebbe accettare un alloggio da riqualificare? Il bando, di fatto, è per nessuno o comunque per pochi viste le centinaia di domande respinte a causa di un punteggio troppo basso in graduatoria.

Marrone: "Le case alle famiglie respinte dal bando"
Sonia Schellino, neo assessore alla Casa del Comune, ha convocato una riunione straordinaria per lunedì in modo tale da rivedere la situazione e pensare a una soluzione insieme a una delegazione delle famiglie respinte dal bando. Schellino ha incontrato il consigliere regionale Maurizio Marrone che anni lotta ogni giorno per la soluzione dell'autorecupero: "Continueremo a spingere per la distribuzione degli alloggi disponibili alle famiglie il cui bando è stato respinto" promette Marrone. La legge regionale avrebbe dovuto sbloccare la situazione, invece per una restizione posta dal Comune l'ha solo complicata. Gli unici a rimetterci? Le famiglie in attesa di una casa.