19 giugno 2019
Aggiornato 19:00
Emergenza casa

Case popolari, 52 alloggi vuoti nonostante le migliaia di persone in attesa

Respinte centinaia di domande a causa di "criteri" beffa. La soglia di sbarramento è altissima e gli alloggi rimangono inabitati nonostante l'emergenza casa

TORINO - L'emergenza abitativa è sicuramente uno dei problemi più gravi che affligge la nostra città: sono infatti circa 12.000 le persone che ogni anno richiedono al Comune di avere una casa popolare. Nonostante questa situazione, non si trovano 70 famiglie con i requisiti adatti per ottenere un alloggio da ristrutturare parzialmente e abitare. Può sembrare un paradosso, ma succede davvero.

Dodici alloggi su 64 sono abitati
E pensare che per "entrare" dentro queste case basterebbe davvero poco: la Regione chiede infatti svolgere dei lavori di manutenzione all'interno di appartamenti inagibili, senza però superare la spesa di 7000 euro. Molto spesso la ristrutturazione è davvero molto semplice e richiede piccoli lavori: rifacimento degli infissi, sostituzione dei termosifoni o cambio delle piastrelle. Dei 64 alloggi messi a disposizione da ATC, fin ora ne sono stati assegnati solamente 12. Un numero davvero esiguo.

Il paradosso del criterio d'assegnazione
Questo paradosso è stato creato da una soglia di sbarramento introdotta dal Comune di Torino (ci riferiamo alla passata amministrazione "Fassino") altissima: l'accesso all'autorecupero è riservato solo a chi è in cima alla lista per ricevere la casa popolare. Ed è qui, in questo vizio burocratico, che scatta l'assurdità della questione: per quale motivo una famiglia che sta per ricevere una casa, dovrebbe accettare un alloggio da riqualificare? Il bando, di fatto, è per nessuno o comunque per pochi viste le centinaia di domande respinte a causa di un punteggio troppo basso in graduatoria.

Marrone: "Le case alle famiglie respinte dal bando"
Sonia Schellino, neo assessore alla Casa del Comune, ha convocato una riunione straordinaria per lunedì in modo tale da rivedere la situazione e pensare a una soluzione insieme a una delegazione delle famiglie respinte dal bando. Schellino ha incontrato il consigliere regionale Maurizio Marrone che anni lotta ogni giorno per la soluzione dell'autorecupero: "Continueremo a spingere per la distribuzione degli alloggi disponibili alle famiglie il cui bando è stato respinto" promette Marrone. La legge regionale avrebbe dovuto sbloccare la situazione, invece per una restizione posta dal Comune l'ha solo complicata. Gli unici a rimetterci? Le famiglie in attesa di una casa.