24 aprile 2019
Aggiornato 02:30
Società partecipate

Stipendi record in Gtt e Amiat, consulenze e nuovi incarichi per aumentare i compensi

Si parla di un danno erariale di quasi 900mila euro per gli anni in cui ai vertici delle due società c'erano Roberto Barbieri e Maurizio Magnabosco. A loro sono già arrivati gli «inviti a dedurre»

TORINO - Secondo i finanzieri del Nucleo Polizia Tributaria di Torino, dal 2011 al 2013 avrebbero provocato un danno erariale di 895mila euro e ora rischiano di doverli pagare di tasca propria. La vicenda riguarda due società partecipate del Comune di Torino, l’azienda del trasporto pubblico Gtt e quella della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti Amiat, i cui amministratori delegati dell’epoca - Roberto Barbieri e Maurizio Magnabosco - hanno percepito emolumenti superiori a quelli previsti dalla legge in un modo che ha fatto rizzare le antenne alla Procura regionale della Corte dei Conti la quale, con un atto emanato il 13 luglio scorso, ha inviato ai due manager un «invito a dedurre», una sorta di avviso di garanzia.

I manager non possono guadagnare più del sindaco
Facciamo un po’ di ordine. Tutto parte dalla Finanziaria del 2007 che ha fissato un limite alla retribuzione degli amministratori delle società che in qualche modo sono legate al pubblico. I manager, dice la legge, non possono guadagnare più di quanto percepisce il sindaco del comune di riferimento. Questo è stato tradotto in una decurtazione dello stipendio per i vertici di Gtt e Amiat, ma conseguentemente, per far sì che nella realtà dei fatti ai due amministratori non arrivassero meno soldi a fine anno, sono state deliberate dai rispettivi cda delle consulenze a favore di questi ultimi e nuovi ruoli, quelli che ora sono finiti sotto accusa. All’attuale amministratore delegato di Sagat Roberto Barbieri, da giugno 2010 a luglio 2013 a capo di Gtt, erano state affidate consulenze per il settore commerciale marketing per 160mila euro all’anno, a cui si sommavano i 60mila di stipendio e i 30mila di premio di produzione. Per Magnabosco ad Amiat si era pensato bene di affidargli anche il ruolo di direttore dell’ufficio commerciale lasciato vacante da un collega andato in pensione.

Sotto accusa non solo gli amministratori delegati
Nella bufera rischiano di finirci anche altre persone. Secondo una sentenza emessa in Lombardia è responsabile anche chi ha il dovere di controllare i consigli di amministrazione e pare che anche in Piemonte possa essere utilizzato lo stesso metro di giudizio. Per il danno erariale rischiano i dover dunque pagare anche i membri dei rispettivi cda e i «controllori» di questi ultimi.

Il sindaco Appendino: «Facciamo chiarezza e poi agiremo»
I fatti si riferiscono agli anni in cui Piero Fassino era sindaco della città di Torino. La neo prima cittadina Chiara Appendino, all’epoca seduta in Sala Rossa tra la minoranza, ha commentato così la notizia: «Confidiamo nel lavoro della magistratura e degli inquirenti e avvieremo quanto prima un'istruttoria con gli uffici competenti per conoscere lo stato delle cose. Poi agiremo di conseguenza. Un segnale di rinnovamento e di discontinuità rispetto al passato riteniamo sia necessario».