7 aprile 2020
Aggiornato 23:30
Carcere di Ivrea

Busta in testa e bombola di gas, detenuto di 50 anni si toglie la vita a Ivrea

Leo Beneduci dell'Osapp: «Sono ancora troppi i casi di suicidio a cui il personale di polizia penitenziaria non riesce a porre rimedio in ragione di una costante, grave e inaccettabile carenza di organico di ben oltre il 25%»

IVREA - Si tratta del ventitreesimo suicidio nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno. Nella giornata di sabato un detenuto di 50 anni si è tolto la vita all’interno della struttura penitenziaria di Ivrea: l’uomo, così come riferisce il sindacato Osapp, ha infilato la testa in un sacchetto di plastica insieme a una bomboletta di gas. A nulla è servito l’intervento degli agenti del carcere e i tentativi di rianimare l’uomo. «Malgrado la popolazione ristretta nelle carceri italiane sia diminuita dal 2014 a oggi di oltre 15 mila unità», denuncia Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, «sono ancora troppi i casi di suicidio a cui il personale di polizia penitenziaria non riesce a porre rimedio in ragione di una costante, grave e inaccettabile carenza di organico di ben oltre il 25% e pur considerando che, proprio grazie agli interventi del personale del corpo, solo un tentato suicidio su 20 ha esito infausto».