23 marzo 2019
Aggiornato 18:00
Scuola

Mensa scolastica, incontro genitori-Appendino: pranzo da casa ma non per tutti

Sindaca contraria ma pronta a indire un bando per un nuovo gestore della ristorazione. Ora si attende la Cassazione 
Incontro genitori-Appendino sulla mensa scolastica
Incontro genitori-Appendino sulla mensa scolastica

TORINO - Chiusura totale da parte del Comune di Torino nei confronti del pranzo da casa consumato alla mensa scolastica. Lo ha ribadito oggi la sindaca Chiara Appendino dopo un incontro negli uffici di Palazzo Civico con una delegazione di genitori e l’avvocato Giorgio Vecchione, legale delle 58 famiglie che nel giugno scorso hanno vinto in Appello il ricorso sulla questione caro-mensa. In sostanza, fino al pronunciamento della Corte di Cassazione, a godere di tale libertà saranno solo i figli dei genitori appellanti. 

Presto un bando per nuovo gestore della ristorazione
Durante l’incontro - durato circa mezz’ora - Appendino ha espresso il suo parere negativo nei confronti del pranzo al sacco adducendo rischi dal punto di vista educativo e igienico: «Le ho detto che siamo l’unico paese in Europa a porci questi problemi», così l’avvocato. Al termine del faccia a faccia la sindaca, pur allineandosi a quanto stabilito dell’avvocatura distrettuale dello Stato, ha detto che provvederà comunque ad acquisirne il parere integrale e a indire in futuro un bando di gara per individuare un nuovo gestore del servizio di ristorazione. 

La battaglia in Tribunale 
Ricapitolando le tappe di questa lunga vicenda, il 22 giugno la Corte d’Appello di Torino dà ragione a 58 famiglie che si erano appellate affinché i figli potessero consumare a scuola il pranzo proveniente da casa propria. Da quel momento diversi genitori si presentano negli uffici dei dirigenti scolastici con in mano una copia della sentenza chiedendo lo stesso trattamento anche per i loro figli. Una situazione d’impasse che mette in moto l’Ufficio scolastico regionale il quale - previo parere dell’avvocatura distrettuale dello Stato - invia una circolare a tutti i presidi del Piemonte per stabilire che il diritto al pranzo da casa non vale per tutti, bensì solo per le famiglie ricorrenti in appello. 

Contrari Regione e Comune
Posizione alla quale si sono allineati anche Regione e Comune, dopo una riunione svoltasi venerdì 22 luglio tra gli assessori regionale e comunale all’Istruzione Gianna Pentenero e Federica Patti, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale Fabrizio Manca e alcuni genitori titolari del ricorso. Ora la palla passa alla Cassazione.