25 aprile 2019
Aggiornato 06:30
Salone del Libro

Gli editori bocciano la proposta di Torino: «Il Salone del Libro si farà a Milano»

Dopo due ore di riunione, il Consiglio Generale dell'Aie decreta quella che di fatto è una sconfitta pesantissima per la nostra città. Bocciata la proposta di quella che fino a ora era stata la capitale sabauda del libro

TORINO - Una doccia gelata, arrivata improvvisa e inaspettata. La scure degli editori si abbatte su Torino: il Salone del Libro si farà a Milano. Lo schiaffo arriva dall'Aie, che dopo due ore e mezza di riunione serrata, ha deciso di porre fine al rapporto trentennale che lega il mondo dei libri al capoluogo sabaudo. Una sconfitta che, di fatto, rappresenta una perdita durissima per il patrimonio culturale della nostra città. Il progetto torinese è stato bocciato, in favore di uno nuovo e tutto milanese, ospitato alla Fiera di Rho. Gli editori hanno comunicato anche l'uscita dalla Fondazione torinese. Questo significa che Torino potrà comunque organizzare il proprio Salone, ma senza l'appoggio di gran parte degli editori. Ed è proprio questa la soluzione che si prospetta: nel 2017 ci saranno sia Mibook che SalTo, con l'incognita degli editori. 

La trentesima edizione al Lingotto
Mibook batte Torino grazie al voto di 32 editori presenti, di cui 17 in favore del progetto di Milano, 7 in favore del progetto di Torino e 8 astenuti. L'unica buona notizia per la nostra città è che il trentesimo Salone del Libro si svolgerà comunque al Lingotto. Non sono bastati dunque, come vi avevamo riportato, gli sforzi della nuova amministrazione e della Regione per mantenere la prestigiosa fiera in città. Durissimo il commento di Federico Motta, presidente dell'Aie: «Torino deciderà di fare quel che vuole. Noi iniziamo un nuovo progetto». Troppo pesanti gli screzi degli ultimi mesi, le inchieste giudiziarie e le tante ombre: il Salone del Libro si tinge dei colori Meneghini.

La reazione di Torino
Da valutare ora quale sarà la reazione di Torino: sia delle istituzioni che negli scorsi giorni avevano battagliato sul tema e sia dei cittadini comuni, che gridano già allo "scippo». La battaglia è già online, con una petizione #SalvaSalTo in cui si chiede a gran voce di far rimanere il Salone a Torino che in questo momento rischia di perdere almeno 50 milioni di euro di ricaduta sul territorio. Lo scenario che si prospetta, come detto prima, è il seguente: due saloni distinti, con la maggior parte degli editori a Milano. Torino rimarrebbe quindi con un Salone (la trentesima edizione si svolgerà come di consueto al Lingotto), ma con editori più piccoli e, probabilmente, meno stand.