23 marzo 2019
Aggiornato 17:00
Ex Moi di via Giordano Bruno

Riaperto il dialogo per il polo universitario all'ex Moi, via Giordano Bruno torna a sperare

Si sono incontrati il Rettore dell'Università di Torino, Gianmaria Ajani, il Rettore del Politecnico, Marco Gilli, il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino e la Sindaca di Torino, Chiara Appendino per discutere della situazione dell’ex Moi

TORINO - Fino a poche settimane fa il futuro dell’ex Moi sembrava finalmente segnato. In bene questa volta, con un progetto che avrebbe visto le arcate fare da sede al polo di innovazione e di ricerca sulle tecnologie sanitarie di Università e Politecnico. Poi è arrivata la doccia fredda lo scorso 17 giugno quando con una lettera i due atenei hanno annunciato il dietrofront e di voler recedere dalla convezione già firmata. «Proveremo a far rientrare il progetto universitario in carreggiata», avevano detto il sindaco Chiara Appendino e l’assessore all’Urbanistica Guido Montanari rispondendo alle critiche della nuova minoranza in Sala Rossa. Detto e fatto, l’incontro con i due rettori c’è stato, alla presenza anche del presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamarino, ed è stata ribadita la volontà da parte di tutti i soggetti di ripartire dal progetto scientifico originario per verificarne la fattibilità tecnica e la sostenibilità economica.

Considerazioni rinviate a settembre
Alla luce dell’avvio dell'iter che porterà all'autorizzazione del progetto del Parco della Salute bisognerà ripensare quali saranno le modalità di integrazione di quell'area. La discussione avviata tra i rettori e gli amministratori di Regione e Città riprenderà a settembre quando ci sarà un nuovo incontro per valutare le considerazioni di merito e decidere sulla fattibilità del progetto.

Tutto fattibile, anche se ci sono due problemi
Due i problemi per il nuovo polo. Il primo è di carattere tecnico e riguarda le arcate che potrebbero non essere la sede ideale per creare la nuova struttura universitaria. Il secondo, forse quello più insormontabile, è di carattere economico: «Vorremmo tutti che gli atenei investissero milioni, ma se non li investono parliamo del nulla», aveva detto Appendino conscia della criticità. Se dovesse saltare il progetto del polo di ricerca, per via Giordano Bruno si prospetterebbe comunque una nuova vita con attività mercatali, piccolo commercio, attività produttive e di servizio.