22 aprile 2019
Aggiornato 06:00
Emergenza Rifiuti

Tonnellate di rifiuti in arrivo dalla Sicilia, il M5S si oppone: «Non siamo la spazzatura d’Italia»

Il presidente della Regione Chiamparino ha trovato un accordo con il collega Crocetta per smaltire all’inceneritore del Gerbido 15mila tonnellate di immondizia proveniente dalla Sicilia, alle prese con l’emergenza delle discariche. La sindaca Appendino si oppone, trovando il consenso di altri 4 comuni piemontesi

TORINO - Un «no» secco, Torino non intende accogliere e smaltire 15mila tonnellate di rifiuti indifferenziati provenienti dalla Sicilia. La Sala Rossa, di fatto, sconfessa l’accordo formale raggiunto negli scorsi giorni tra Sergio Chiamparino e Rosario Crocetta. Il presidente della regione Piemonte ha concordato con il collega l’arrivo di 15mila tonnellate di rifiuti urbani anche indifferenziati, pronti a essere smantellati nell’impianto dell’inceneritore del Gerbido. Una soluzione non apprezzata dalla maggioranza grillina guidata da Chiara Appendino ma non solo, anche da tanti sindaci della cintura torinese. 

La posizione del Movimento 5 Stelle torinese
Come di consueto, il Movimento 5 Stelle ha affidato a Facebook il proprio pensiero: «Esprimiamo netta contrarietà alla decisione della Regione Piemonte di autorizzare il conferimento di 15mila tonnellate di rifiuti provenienti dalla Regione Sicilia nell'inceneritore del Gerbido» si legge sul profilo ufficiale del partito guidato dalla sindaca. La scelta è motivata dal fatto che il vecchio limite autorizzato di 421 mila tonnellate - poi alzato a 500 mila - non sia mai stato raggiunto dalla sola provincia di Torino. I grillini precisano: «L’inceneritore non è la soluzione al problema rifiuti, ovunque essi siano prodotti. Come città ci apprestiamo a ridurre la quantità di rifiuti e ad aumentare la raccolta differenziata: auspichiamo che la Regione voglia aiutarci in questo percorso virtuoso, piuttosto che gestire emergenze». Un no secco dunque, che non sembra ammettere repliche. Chiamparino ha inoltre dichiarato di aver sentito il parere dell'associazione d'ambito torinese dei rifiuti, una versione successivamente sconfessata dal presidente Diego Caltagirone: «Ribadiamo l'impegno nella collaborazione tra territori, ma non abbiamo mai espresso un parere perché dalla Regione Piemonte non è pervenuta alcuna richiesta formale». 

I sindaci della cintura Ovest dicono di «no»
La presa di posizione della Sala Rossa trova ovviamente l’appoggio in Regione da parte di Giorgio Bertola, capogruppo in consiglio regionale. E’ Bertola stesso a ricordare come al Gerbido vengano già inceneriti i rifiuti provenienti dalla Liguria. Il rischio è che il Piemonte possa diventare una vera e propria pattumiera per le altre regioni italiane. Il rifiuto ai «rifiuti», perdonateci il gioco di parole, non arriva solo dal Comune di Torino, ma anche da altre quattro amministrazioni della cintura Ovest: Beinasco, Grugliasco, Rivoli e Orbassano, paesi molto vicini al termovalorizzatore. Il loro «no» è perentorio e battagliero, tanto che in caso di mancato dietrofront di Chiamparino la battaglia potrebbe spostarsi in sede civile e penale. Il presidente Crocetta, dal canto suo, fa leva proprio su un possibile chiarimento interno tra i grillini siciliani e torinesi: «Spero che il Movimento 5 stelle siciliano, che ha chiesto di mandare fuori Regione i rifiuti, malgrado le mie perplessità poiché avevo previsto queste indisponibilità nordiste, si mobiliti a difesa della Sicilia».