19 aprile 2019
Aggiornato 06:00
Polizia

Più immigrati e rischio terrorismo, rafforzati i controlli nel torinese

Dal gennaio 2016 oltre 3mila arrivi dalla Francia, che ha aumentato i respingimenti. Situazione delicata a Bardonecchia 

BARDONECCHIA - Oltre 3mila profughi arrivati in Italia dalla Francia, 23 dei quali arrestati e 33 denunciati. E questo solo dal 1° gennaio 2016. Basterebbero numeri così a descrivere la situazione piuttosto critica che si è venuta a creare al confine a seguito degli attentati di Parigi dello scorso 15 novembre. E tutto questo senza contare il rischio terrorismo, che ha ulteriormente fatto drizzare le antenne alle forze dell’ordine. 

In crescita i respingimenti dalla Francia
Una situazione che interessa soprattutto Bardonecchia, comune distante pochissimi chilometri dal territorio francese. Ed è proprio qui che ogni giorno il Commissariato di pubblica sicurezza - in collaborazione con l’ufficio immigrazione - svolge costante attività di polizia di frontiera. Un’attività che, come detto, è divenuta sempre più difficile da quando le autorità francesi hanno inasprito i controlli, aumentando di conseguenza i respingimenti verso il nostro paese. Le statistiche non mentono. Finora il 2016 si è rivelato molto più critico del 2015 sia in termini di respingimenti totali - 3500 contro 1208 - che in termini di arresti - 23 contro 20 - e siamo solo a metà anno. A questo proposto il Ministero ha deciso per un sostanziale aumento dei rinforzi, che nel comune montano si traducono nella presenza costante dell’esercito e del reparto mobile della polizia. 

Flussi aumentano rischio terrorismo
Le cose non vanno meglio a Torino, dove da gennaio a giugno 2016 sono arrivate ben 1700 persone. E se il CIE di corso Brunelleschi ha dovuto ridurre drasticamente la propria capienza a causa dei pericoli strutturali, quello di Settimo Torinese è ormai saturo a causa dell’elevata presenza di migranti. A tutti questi problemi si aggiunge appunto il terrorismo che, come spiegato dalla Questura: «E’ fortemente legato all’immigrazione a causa dell’alto flusso di persone che transitano nel nostro paese, molte delle quali hanno alle spalle mandati di cattura italiani ed europei».