23 agosto 2019
Aggiornato 17:30
Salone del Libro

Appendino e Fassino in coro: «Ecco come dovrà essere il nuovo Salone del Libro…»

Le idee della sindaca trova l’inaspettato appoggio di Piero Fassino. L’ex primo cittadino attacca duramente gli editori dell’Aie: «Scorretti, hanno raccontato delle bugie»

TORINO - Come un pugile in ginocchio ma determinato nel voler reagire e continuare il combattimento, Torino prova a rialzarsi. La bocciatura della capitale sabauda del Libro, avvenuta per mano degli editori dell’Aie, fa malissimo e negarlo sarebbe controproducente. E’ per questo motivo che il giorno dopo, nonostante il durissimo colpo incassato, la città prova a riorganizzare le idee, a rispondere tirando fuori l’orgoglio calpestato. A guidare la riscossa, non potrebbe essere altrimenti, è la sindaca Chiara Appendino.

Appendino: «Nuovo format, più spazi in città»
Le parole della prima cittadina, che nelle scorse settimane si era adoperata per risolvere i tanti problemi legati al Salone, non lasciano spazio a timore e rassegnazione: «Prendiamo atto del fatto che Aie abbia votato per fare un evento a Milano, ma gli editori sono spaccati e la decisione non è unanime. Una parte di loro vuole proseguire con noi. Domani, venerd' 29 luglio, avremo un assemblea con gli altri soggetti della Fondazione (ministeri, regione e banca Intesa Sanpaolo), mentre lunedì un incontro operativo. Lavoreremo su un evento con un format nuovo, innovativo e competitivo che punti a includere più spazi in città, di grande impronta culturale».

Location, editori minori e affitto più basso
Nessuna perdita di tempo dunque. La reazione della città è immediata e dopo la petizione lanciata dai cittadini, arriva anche la presa di posizione netta della Sala Rossa. L’idea della maggioranza è quella di creare un format completamente diverso, perché creare una copia sbiadita sul modello di quello precedente, vista l’assenza di molti editori, si rivelerebbe un clamoroso autogol. Ecco perché, secondo le ultime indiscrezioni, il nuovo Salone del Libro dovrebbe concedere molto più spazio ai piccoli editori, alle idee da loro stessi proposte per una rassegna ‘condivisa’ da tutte le parti in causa. Il nuovo accordo con GL Events porterà a un canone d’affitto ridotto, quindi è probabile che gli stessi editori dovranno pagare meno per allestire uno stand. Tutte indiscrezioni, con la situazione che sarà sicuramente più chiara dopo la riunione di lunedì.

L'attacco di Fassino: «Aie scorretta e bugiarda»
L’idea di un formato nuovo e rivoluzionario promossa dalla maggioranza, trova l’appoggio incondizionato della minoranza. Chi a sorpresa si schiera, come mai accaduto, dalla stessa parte di Chiara Appendino, è Piero Fassino: «Torino non può rinunciare alla Fiera del Libro, ma non possiamo farlo come prima. Lavoreremo a un nuovo formato, a nuovi progetti che riaffermino l’impegno della nostra città intorno al tema del libro e dell’editoria». Una mano tesa alla collega che l’ha sconfitto, perché l’affronto subito dalla città di Torino è troppo grande. L’ex sindaco è una furia e si scaglia contro gli editori con cui per anni si è confrontato condividendo idee e progetti: «L’Aie ha tenuto un comportamento molto scorretto, raccontando non poche bugie. Scopriamo oggi che avrebbero deciso tutto a febbraio, ma non l’hanno raccontato a nessuno. Se, come dicono, hanno deciso tutto il 25 febbraio, la riunione e il confronto erano una messa in scena. Per quale ragione si sono dimostrati disponibili ad ascoltare?». Un attacco diretto e spietato, che sancisce una frattura difficilmente ricomponibile. Torino si sente tradita, ma non sconfitta. Anzi. Il progetto del «nuovo» Salone del Libro è già riuscito a mettere d’accordo tutti: cittadini, maggioranza, opposizione, Appendino e Fassino. Tutti uniti, per l’amore della cultura e di Torino.