27 maggio 2020
Aggiornato 01:30
Movida in calo

Torino dice stop alla movida: i locali chiudono e le richieste di licenze sono in calo

Dopo anni d'espansione incontrollata, battaglie dei residenti e proteste in Comune, i numeri della movida registrano un'inattesa decrescita

TORINO - Stop alla movida. Dopo anni di polemiche, battaglie legali e proteste, quello che pareva un fenomeno apparentemente incontrollabile pare tirare il freno a mano. E' questo l'inaspettato dato emerso da uno studio condotto dalla Camera di Commercio di Milano che, come si evince dalle pagine de La Stampa, ha rivelato come il numero delle aziende che si occupano di ristorazione, musica, eventi e tempo libero sia in calo rispetto al 2015.

Meno locali rispetto al 2015
Questo non implica una fine immediata e drastica della movida, ma se non altro la situazione pare destinata a non aggravarsi ulteriormente. Dalle 31.821 attività del 2015 si è infatti passati a 31.763. Cinquantotto società in meno. Per alcuni potrebbe sembrare un dato non troppo rilevante, ma bisogna pensare che è' la prima volta, dopo anni d'espansione incontrollata, che il trend registra il segno "meno" e i dati del registro imprese non mentono di certo. Il giro d'affari della movida rimane imponente, soprattutto grazie alle tantissime licenze concesse negli scorsi anni, quando vi era stato un vero e proprio boom di locali aperti. Il fenomeno, fin ora capace di mutare e di spostarsi negli anni (dai Murazzi a piazza Vittorio, da piazza Vittorio a San Salvario, fino a scoprire la zona di piazza Santa Giulia), si è arrestato improvvisamente. 

Multe e proteste: i motivi dell'inversione di marcia
Capire quali siano i motivi dietro questa inversione di marcia è complesso, ma non impossibile. Anche su spinta dei cittadini sono aumentati notevolmente i controlli ai locali, con un'attenzione particolare alle grandi discoteche e ai market "di abbeveraggio" frequentati dai giovani: le tante multe fioccate sono un deterrente importante per i gestori che puntano a minizzare i costi e ad aumentare i profitti. Un altro fattore determinante? Le proteste dei residenti, capaci di portare ad alcuni risultati importanti come l'aumento delle striscie gialle e la conseguente diminuizione dei parcheggi per i frequentatori della movida. Non è quindi un caso che fuori da molti locali sia presente il cartello "cedasi attività", segno inequivocabile di una situazione arrivata ai limiti del sostenibile e ora in naturale regresso.