Da Torino alle Olimpiadi di Rio, Fabio Basile ha realizzato il suo sogno: la medaglia d’oro

E’ partito da Settimo Torinese, città in cui vive con la fidanzata Sofia e in cui si allena tutti i giorni. A pochi aveva confessato il suo obiettivo, quello della medaglia d’oro. E Fabio alla fine ce l’ha fatta
Fabio Basile oro alle Olimpiadi di Rio
Fabio Basile oro alle Olimpiadi di Rio ()

TORINO - Quando qualcuno due anni fa gli chiedeva quali erano i suoi propositi per il futuro la risposta era una sola: «Andare alle Olimpiadi». Agli amici, in confidenza, diceva di più e parlava di medaglia d’oro. Un sogno, un obiettivo e oggi una realtà. Fabio Basile, 21 anni, è partito per Rio de Janeiro da Rosta, un comune con meno di 5mila abitanti vicino Rivoli, città in cui è nato, e ha conquistato il podio più alto nel judo, nella categoria 66 chilogrammi. Una medaglia d’oro storica perché è la duecentesima della storia italiana ai giochi olimpici. Ha battuto il campione in carica coreano per coronare il suo sogno e prendersi le tante rivincite di una vita fatta di sacrifici e allenamenti no stop.

Rosta, Rivoli, ma anche e soprattutto Settimo
Se a Rosta ci ha vissuto e a Rivoli è nato, Fabio Basile è stato adottato dalla città di Settimo Torinese da quando ha sette anni. A quell’età ha iniziato a praticare judo e lo ha fatto nella scuola Akiyama, una delle migliori a livello italiano. Durante gli anni scolastici non è stato facile per Fabio conciliare i sempre più pressanti allenamento con lo studio, ma lui non ha demorso anche perché, parole sue, il judo lo ha salvato dalla strada e gli ha evitato di fare tante brutte esperienze. E così ha continuato con un obiettivo in testa, quello delle Olimpiadi di Rio e quella medaglia d’oro come sogno segreto. «Sei stato l'unico ad averci sempre creduto nonostante tutto», gli ha scritto la sua Sofia, fidanzata e judoka vicecampionessa mondiale nella categoria 44 chilogrammi, «Ce l'hai fatta amore mio.... sono veramente senza parole, solo un grazie immenso per tutte le emozioni indescrivibili che mi hai regalato». E un grazie glielo hanno detto anche tutti gli italiani per la seconda medaglia d’oro a Rio.