26 maggio 2018
Aggiornato 06:00
Problema alghe nel Po

Ripulire il fiume Po dalle alghe costa troppo, il Comune pensa a una squadra di volontari

L’estirpazione delle alghe fatte da una ditta specializzata costerebbe troppo e così potrebbero essere i volontari a risolvere quello che è un problema non solo dal punto di vista estetico

TORINO - Qualche giorno fa vi «abbiamo portato» con il motoscafo a fare un giro sulle acque del Po, un fiume che come ogni estate si presenta con macchie verde e giallastre a causa delle alghe che con il caldo proliferano. Sarebbero da estirpare, ma l’operazione è costosa per le casse comunali che tempo fa aveva messo a disposizione circa 10mila euro per porre rimedio a quello che è un problema a tutti gli effetti, ma per chiamare una ditta specializzata non si spenderebbe meno di 50mila euro. Nelle ultime ore però sarebbe stata trovata una soluzione alternativa. A occuparsene è stato l’assessore ai Trasporti Maria Lapietra che, dopo essersi sentita con Amiat, la ditta che dovrebbe pulire il fiume ma non ha i mezzi per poter estirpare le alghe, con i circoli che ogni giorno vivono il Po e con Legambiente, ha proposto una task force di volontari che si occuperebbero di risolvere il problema «manualmente».

Chiamare una ditta costa troppo? Si passa all’estirpazione «manuale»
L’alternativa ai 50mila euro che si dovrebbero spendere chiamando una ditta specializzata è quella di diversi volontari che estirpano con le proprie mani le alghe dal fiume Po. Sì, proprio così, l’idea è quella delle mondine che sradicavano le piante dalle risaie buttando in acqua una speciale rete: in questo caso tirando via la rete si tirerebbe via anche l’alga con la radice stessa. I dettagli però si sapranno solo nelle prossime ore ma c’è chi giura in Comune che il fiume tornerà «pulito» entro la fine della settimana. Il che ridarà ampia corsia ai canottieri e si eviterà che la spazzatura (che non dovrebbe essere gettata in acqua) si incagli nelle alghe.