Folle inseguimento per via Monginevro, con la Smart prova a seminare la polizia

Stava correndo con l’auto e quando ha visto la polizia ha aumentato la velocità per dileguarsi. Dopo aver «bruciato» diversi semafori ha abbandonato l’auto per scappare a piedi, ma è stato fermato e arrestato
Folle inseguimento per via Monginevro
Folle inseguimento per via Monginevro ()

TORINO - Inseguimento a folle velocità per le strade di Torino e poi un arresto non semplicissimo per un uomo facente parte, si è scoperto più tardi, di un’organizzazione albanese dedita all’importazione di stupefacente proveniente dal Nord Europa. Nottata tutt’altro che tranquilla iniziata con la corsa di gran lunga oltre i limiti di velocità di una Smart in via Monginevro alle 5: l’auto stava viaggiando verso il centro cittadino effettuando manovre di sorpasso pericolose. Da quelle parti stavano controllando il territorio alcuni agenti della Squadra Volante della polizia di Stato e quando il conducente dell’auto impazzita ha visto l’auto delle forze dell’ordine ha aumentato la velocità per seminarli ed è iniziato un inseguimento durato fino in via Lancia. Dopo aver passato diversi semafori con il rosso senza riuscire a distanziarsi dalla polizia, l’uomo ha abbandonato la Smart e si è dato alla fuga a piedi, ma è stato subito fermato dagli agenti.

Ubriaco e con carta d’identità falsa
Agli agenti, l’uomo, in evidente stato di alterazione alcolica, ha dichiarato di aver dimenticato a casa la patente e ha fornito una carta d’identità con una sua foto e i dati di un cittadino italiano, dati che, però, contrastavano con l’accento Est europeo dell’uomo. Le giustificazioni date non hanno convinto gli agenti, tanto più per il fatto che la persona fermata, a un certo punto, ha indicato nella giornata precedente la vera data di nascita. Capito che le cose si stavano mettendo peggio di come erano iniziate, l’uomo si è dato nuovamente alla fuga a piedi in direzione per corso Monte Cucco in direzione del parco Ruffini. Nei pressi della pista ciclabile di corso Trapani è stato definitivamente fermato.

Ordine di carcerazione per possesso di droga
I successivi accertamenti hanno permesso ai poliziotti di verificare che il documento di identità fornito era falso perché era stata abbinata una foto del fermato a dati di terzi. E’ inoltre emerso che l’uomo in realtà è un cittadino albanese di 32 anni con a suo carico un ordine di carcerazione e un ordine di custodia cautelare in carcere. Doveva infatti espiare una pena detentiva di 3 anni, 10 mesi e 24 giorni per il possesso di 900 grammi di cocaina e di banconote false. L’uomo fa parte di un sodalizio criminale dedito al traffico di stupefacenti. Per lui è scattato l’arresto per resistenza e violenza a pubblico ufficiale e possesso di documenti falsi.