16 agosto 2018
Aggiornato 09:40

Folgorato mentre pesca con lenze elettriche: morto capo sinti torinese

Gian Vailatti, leader della comunità sinti torinese, è stato colpito da una fortissima scarica elettrica mentre praticava un tipo di pesca illegale. Sull'episodio, avvenuto sulle sponde del torrente Letimbro, indaga la polizia: incidente o omicidio colposo?

TORINO - Gian Vailatti, capo sinti originario di Ciriè, è morto folgorato ieri sulle sponde del torrente Letimbro, in provincia di Savona. L’uomo, 49 anni, si era recato nella zona dei laghetti del Santuario insieme ad alcuni parenti per trascorrere la giornata di Ferragosto all’insegna della pesca. Una pesca che si è rivelata fatale. Secondo le prime indiscrezioni, pare che Gian Vallati utilizzasse delle lenze elettriche, con il chiaro scopo di stordire i pesci. Qualcosa evidentemente non è andato come previsto e il capo sinti è rimasto folgorato da una potente scarica elettrica. Nonostante l’arrivo dei soccorsi, il 49enne è mancato mentre si trovava ancora nell’ambulanza, prima di arrivare all’ospedale San Paolo di Savona.

L'incidente mentre praticava un tipo di pesca illegale
Dopo poche ore l’ospedale San Paolo è stato letteralmente invaso da centinaia di camper, auto e scooter. L’uomo, come detto, era un vero e proprio punto di riferimento per la comunità sinti di Torino. Sulla sua morte sono in corso le indagini della polizia di Savona: secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di un incidente, ma in procura è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo. Vailatti si era diretto nella zona di Castel Sant’Agata, meta ambita dai sinti per praticare la pesca. Con sé aveva uno zainetto con all’interno una batteria collegata a dei fili elettrici che, una volta inseriti nell’acqua, avrebbero dovuto dare una scossa ai pesci, stordendoli. Un piano che non si è rivelato efficace, ma fatale per il venditore ambulante. 

Il messaggio dell'ENPA di Savona
Considerato il fatto che Vailatti abbia perso la vita mentre stava praticando un tipo di pesca illegale, anche l’ENPA di Savona, ente per la protezione degli animali, ha voluto dire la propria sull’incidente capitato al capo sinti. Ecco il messaggio postato sulla pagina Facebook dell’ENPA di Savona: «La morte di una persona è sempre una tragedia ed anche la Protezione Animali savonese si associa alle condoglianze ai parenti ed amici del defunto. La vicenda, del capo rom torinese fulminato mentre pescava di frodo con un generatore di corrente elettrica nel torrente Letimbro (SV), è però la punta dell’iceberg dell’illegalità diffusa a danno degli animali selvatici dei corsi d’acqua savonesi e contro la quale le istituzioni hanno rinunciato a combattere.