26 maggio 2018
Aggiornato 06:00
Scuola

Mensa scolastica, nuova vittoria dei genitori: giudice accoglie due ricorsi d’urgenza

Il Tribunale di Torino dà nuovamente ragione alle famiglie che chiedono il diritto al pasto da casa per i propri figli. L’avvocato Vecchione: «Ora avanti con i prossimi ricorsi»

Accolti i ricorsi di due famiglie contro il caro-mensa (© )

TORINO - Nuova vittoria in aula per i genitori. Il Tribunale di Torino ha accolto i ricorsi d’urgenza di due famiglie che chiedono per i propri figli il diritto di mangiare a scuola con il pasto preparato da casa. Ora si attendono le prossime udienze fissate nei giorni 30 agosto e 5 settembre, quando saranno discussi i ricorsi presentati dalle altre 44 famiglie.

Le tappe della vicenda  
Ancora una volta, la seconda dopo la sentenza della Corte d’Appello del 22 giugno scorso, i giudici danno quindi ragione alle mamme e ai papà che protestavano contro il caro-mensa, dopo che il 15 luglio una circolare inviata dall’Ufficio scolastico regionale ai presidi di tutte le scuole del Piemonte aveva stabilito che il diritto al pranzo da casa valeva solo per i 58 ricorrenti: «Ancora una volta - così l’avvocato Giorgio Vecchione, a cui le famiglie si erano rivolte per la battaglia legale - è stata confermata l'esistenza del diritto nel rispetto dei principi di gratuità dell'istruzione inferiore e di eguaglianza. Nelle ordinanze - aggiunge l’avvocato - vi è un fantastico cenno all’inesistenza di norme igienico-sanitarie ostative al diritto di scelta e una chiara indicazione alle scuole di considerare il fatto che la pausa-mensa è scuola a tutti gli effetti»

Attesa per i restanti ricorsi
Al diritto del pasto da casa consumato in classe si era anche opposta l’amministrazione comunale, con la sindaca Appendino che al termine di un incontro con l’avvocato stesso e una rappresentanza delle famiglie ricorrenti aveva ribadito il proprio «no» adducendo proprio quei rischi igienici ed educativi che il giudice Marco Ciccarelli ha escluso nelle righe relative all’ordinanza. A questo punto non rimane che attendere l’esito degli altri ricorsi - così come la sentenza della Cassazione - mentre al suono della campanella che segnerà l’inizio del prossimo anno scolastico manca meno di un mese.