22 giugno 2021
Aggiornato 13:30
Trapianti di cuore

Regina Margherita, trapianto di cuore con tecnica innovativa salva vita a bimba di 6 anni

L’operazione eseguita per la prima volta al mondo nel reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica. La piccola, nata nel 2010 con un solo ventricolo invece di due, era già stata sottoposta a tre interventi chirurgici

TORINO - Un intervento mai tentato prima nel mondo ha salvato la vita a una bimba di soli sei anni. E’ avvenuto all’ospedale Regina Margherita, dove i medici del reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica hanno trapiantato con successo un cuore artificiale a una bambina nata nel 2010 con un solo ventricolo cardiaco invece di due. 

Bimba nata con un solo ventricolo
La piccola fin dalla nascita aveva metà del cuore non sviluppato correttamente a causa appunto del ventricolo unico, una grave e rara forma di cardiopatia congenita. Per questi motivi nel corso degli anni è stata sottoposta a ben tre interventi chirurgici: uno in epoca neonatale, uno a sei mesi di vita e l’ultimo a quattro anni. Operazioni che non sono però riuscite a garantire un corretto funzionamento del suo cuore, il quale è progressivamente andato incontro a numerosi episodi di scompenso cardiaco. Lo scorso ottobre la piccola è quindi stata inserita nella lista d’attesa per essere sottoposta a trapianto di cuore. 

Un intervento difficile e rischioso
Tuttavia durante uno dei ricoveri si è verificato un arresto cardiaco che ha richiesto una rianimazione di circa due ore e, non essendoci stato recupero, è stata impiantata un’assistenza cardiocircolatoria con una pompa esterna che ha consentito la sopravvivenza alla bambina. Questi dispositivi sono però in grado di assistere i pazienti solamente per due-tre settimane, dopodiché devono essere sostituiti con il cuore artificiale. Ma c’era un problema: la complessa anatomia del cuore della piccola rendeva quest’ultimo passaggio estremamente pericoloso e i casi simili descritti nella letteratura mondiale sono tuttora pochissimi e quasi tutti con pessimi risultati. 

Il trapianto 
I medici hanno quindi optato per una strategia mai tentata in precedenza, costituita da numerosi passaggi intermedi - che hanno richiesto circa due settimane - per sostituire gradualmente la prima forma di assistenza cardiocircolatoria con il cuore artificiale. In questo periodo il cuore della bimba si è così potuto adattare all'impianto del cuore artificiale, che è stato eseguito con successo lo scorso marzo. Questo le ha garantito la sopravvivenza fino al trapianto di cuore, eseguito con successo a metà luglio con la dimissione della paziente - che è stata seguita ambulatorialmente - lo scorso 18 agosto.