1 agosto 2021
Aggiornato 14:30
Scuola

«Pasto da casa» a scuola, si parte il 3 ottobre a determinate condizioni: ecco quali

Dopo sentenze, discussioni e polemiche, il servizio di ristorazione misto arriverà nelle scuole piemontesi. L’assessora alle Materie relative all'istruzione e all’edilizia scolastica, Federica Patti specifica: «Sì al ‘panino da casa’, ma a determinate condizioni».

TORINO - Continua a far discutere la questione del «panino a scuola». Tra sentenze, polemiche tra chi vuole scegliere cosa dare al proprio figlio e chi pretende un servizio uguale per i ragazzi, la diatriba rischia di diventare davvero… indigesta. A una settimana dall’inizio dell’anno scolastico in Piemonte, previsto per il 12 settembre, il Comune di Torino (coinvolto in quanto gestore del servizio di ristorazione scolastica) ha fatto sentire la propria voce tramite l’assessora alle materie relative all’istruzione e all’edilizia scolastica, Federica Piatti: «Ribadiamo il valore educativo della mensa scolastica. Il 13 settembre partirà il servizio di ristorazione per tutti, mentre l’iniziativa del ‘pasto da casa’ partirà il 3 ottobre ma a determinate condizioni».

Le condizioni per il servizio misto
Capire quali siano queste condizioni è fondamentale, in modo tale che genitori e istituti scolastici possano prendere le dovute accortezze, nel bene dei propri figli e studenti. Per prima cosa, entro il 26 settembre, le scuole dovranno raccogliere i nominativi di coloro che intenderanno usufruire del servizio mensa e di quanti invece intenderanno portarsi il pasto da casa. Questa è una condizione indispensabile, ma non è tutto: il sistema di ristorazione misto sarà possibile solo e soltanto se gli istituti avranno individuato le soluzioni organizzative adeguate. In pratica, pur definendo le linee guida generali, la gestione del pasto da casa in concomitanza con il servizio mensa spetterà ai singoli istituti scolastici.

Pasto da casa, una polemica infinita
Stefano Lo Russo, capogruppo del Partito Democratico, non convinto della spiegazione dell’assessora Piatti, attacca: «Cosa farete concretamente per risolvere le problematiche? Vanno evitate le strumentalizzazioni dei bambini e della riduzione del costo della mensa». La sensazione, secondo la Giunta, è infatti che la questione del ‘pasto da casa’ sia legata più ad aspetti economici rispetto al diritto di scelta. D’altra parte, come ricordato dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Barbara Azzarà, sono ancora pochi i genitori che non vogliono usufruire del regolare servizio mensa. Il Comune dal canto suo fa sapere come sia vitale migliorare il servizio, in modo tale da risolvere molti dei problemi avanzati dai genitori. L’inizio dell’anno scolastico però si avvicina sempre di più e la domanda sorge spontanea: le scuole piemontesi si faranno trovare pronte sulla questione ‘pasto da casa’?