20 novembre 2017
Aggiornato 18:01
Dai social network

«Vi racconto una barzelletta successa all’ospedale di Rivoli. Un morto risulta ricoverato»

Dopo il decesso del suocero, Alessandro C. ha scritto un post contro la «negligenza e il pressapochismo nella sanità pubblica». Ora rischia la denuncia da parte della Asl To 3

«Vi racconto una barzelletta successa all’ospedale di Rivoli» (© Facebook.com)

RIVOLI - Può un post su Facebook scatenare un putiferio e finire anche con una denuncia? Evidentemente sì e i fatti di cronaca lo hanno già più volte dimostrato. Una delle ultime vicende al riguardo è avvenuta nel torinese, precisamente a Rivoli. Alessandro C., genero di Domenico B., un pensionato deceduto lo scorso 5 agosto nell’ospedale rivolese a causa di un tumore, ha scritto quanto è successo a lui e a sua moglie qualche mattina fa sul gruppo «Sei di Rivoli se…», attirandosi diverse critiche che potrebbero finire in una diffida da parte dell’Asl To 3.

Il deceduto ricoverato un mese dopo la sua morte
«Vi racconto una bella barzelletta successami oggi, che la dice lunga su come lavorano seriamente all'ospedale di Rivoli», scrive Alessandro raccontando ciò che sarebbe avvenuto. «Io e mia moglie, siamo andati a richiedere la cartella clinica di mio suocero, ricoverato il 7 luglio e purtroppo deceduto il 5 di agosto. Quando l'impiegata dello sportello legge il foglio, ci dice che qualcosa non quadra perché le date non corrispondono, in quanto a lei risultava che mio suocero fosse morto l'8 di agosto (giorno delle sue esequie, ma poco conta), ma l'assurdo è che risultava ricoverato il 7 di settembre». Dopo un momento di imbarazzo, Alessandro aggiunge che si è guardato con la moglie non capendo bene cosa stesse succedendo. «Pazienza sbagliare la data del decesso, ma com'è possibile che una persona morta ad agosto possa risultare ricoverata un mese dopo la sua morte?»

La risposta dell’ospedale e le critiche su Facebook
Il racconto termina con la motivazione che ha spinto Alessandro a scrivere sul gruppo. «Non ho parole sulla professionalità e le competenze di alcuni dipendenti dell'ospedale», frase che ha attirato le critiche di molti lettori. «Rifletta un po' su se stesso e sul suo operato in ambito lavorativo... lei non ha mai sbagliato?», gli scrive Chiara a cui fa eco Tamara, «incredibile quante critiche ancora debba leggere sull'ospedale di Rivoli! Comunque sono cose che posso succedere in qualsiasi ospedale! Vorrei (come sempre) ricordare che le persone che lavorano in un'ospedale sono umane; sbagliano come ogni altra persona, anzi, meno delle altre persone perché sanno perfettamente che lavorano con la vita delle persone!». Tra chi ha letto quel post di Alessandro c’è anche l’Asl To 3 che, dopo aver controllato la situazione e non aver notato nulla di anomalo, starebbe pensando a un’azione legale per far sì che quanto scritto venga rimosso. «Prenderò i provvedimenti del caso anche io perché nella sanità pubblica, deve finire la negligenza e il pressapochismo», conclude Alessandro, «è normale che la richiesta della cartella clinica riporta le date giuste, l'abbiamo compilata noi. Era sul computer dell'ospedale che non quadravano le date e l'impiegata, al posto di chiedere chiarimenti o una documentazione che chiarisce l'equivoco, si è fidata della nostra parola e ha corretto le date di sua volontà».