5 luglio 2020
Aggiornato 22:30
Città della Salute di Torino

Importante studio alle Molinette sugli effetti del fumo nei pazienti affetti da SLA

Dimostrato che il fumo comporta una sopravvivenza più breve e un'età di esordio della malattia inferiore nei pazienti affetti da Sla

TORINO - Grazie a uno studio effettuato presso l’ospedale Molinette di Torino dal professor Adriano Chiò, dal dottor Andrea Calvo e da un gruppo di ricerca, è stato dimostrato che il fumo comporta una sopravvivenza più breve e un'età di esordio della malattia inferiore nei pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), la malattia degenerativa progressiva che colpisce i motoneuroni cerebrali e del midollo spinale che controllano il movimento muscolare volontario, compromettendo il movimento degli arti, la fonazione, la deglutizione. Lo studio ha interessato 650 pazienti diagnosticati tra il 2007 ed il 2011 in Piemonte e ha permesso di raccogliere informazioni sulle abitudini legate al fumo di sigaretta e sulla funzione respiratoria dei pazienti, inclusa la presenza al momento dell'esordio di malattia di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Tra i 650 pazienti, 121 (18.6%) erano fumatori al momento dell'inizio dei sintomi della SLA, 182 (28%) avevano già smesso di fumare e 347 (53.4%) non avevano mai fumato.

Il risultato dello studio delle Molinette
Quello che è emerso con lo studio effettuato dal professor Adriano Chiò, dal dottor Andrea Calvo e dal loro gruppo di ricerca ha dimostrato che i pazienti che erano fumatori al momento dell'esordio della SLA avevano una sopravvivenza inferiore di circa un anno rispetto ad ex-fumatori e non fumatori. Questa differenza non dipendeva dall'età dei pazienti e da altri fattori di rischio noti della SLA e neppure dalla presenza di disturbi respiratori cronici, quale la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Inoltre i fumatori avevano un'età di esordio della SLA inferiore rispetto ai non fumatori. L'origine di questo meccanismo negativo del fumo sulla sopravvivenza della SLA è attribuibile a vari fattori, quale il possibile danno del fumo sul DNA del paziente o la produzione di sostanze tossiche.

La Sla colpisce 500 persone in Italia
Il risultato dello studio che ha dimostrato che il fumo è correlato a una sopravvivenza più breve nella sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e anche a un'età di esordio inferiore è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry. Attualmente la SLA colpisce circa 500 persone in Italia e per loro non esiste alcuna cura della, ma vari fattori sono stati associati al suo sviluppo, come i geni, lo stile di vita, i traumi e l'attività sportiva.