7 aprile 2020
Aggiornato 23:00
Caos carceri

Caos carceri, gli agenti della polizia penitenziaria tenuti a «pane e acqua»: mancano le provviste

Dopo le recenti episodi di violenza e le numerose questioni relative alla sicurezza, si tratta dell’ennesima beffa per il personale che ogni giorno opera nelle carceri piemontesi. I sindacati lanciano l’allarme: «Ci hanno abbandonati tutti»

TORINO - Nelle carceri torinesi i detenuti sono nutriti a «pane e acqua»? Assolutamente no, ma gli agenti della polizia penitenziaria sì. Una situazione che può sembrare assurda, ma reale: la ditta che gestisce il servizio mensa obbligatoria nelle carceri di Piemonte e Valle d’Aosta recentemente ha avuto più di un problema nel garantire il cibo agli istituti. Il problema? La mancanza di pane, carne, verdure e olio, praticamente lo stretto indispensabile per creare un menù dignitoso. Chi ci rimette principalmente sono soprattutto gli agenti che ogni giorno vivono già una situazione pressoché insostenibile per i tanti problemi di sicurezza esistenti.

Possibili proteste dopo l'ennesimo disservizio
Il mancato servizio mensa è infatti solo l’ultima goccia di un vaso prossimo a traboccare. Lo sa bene Leo Balducci, Segretario Generale dell’O.S.A.P.P., organizzazione sindacale: «Non possiamo nemmeno dire che siamo alla frutta, perché latita anche quella nella mensa degli agenti. La vicenda dimostra lo stato di abbandono in cui versa l’amministrazione penitenziaria. Noi agenti non siamo una priorità» si legge in una durissima nota. Il caso del personale tenuto a «pane e acqua» peraltro segue ai disagi legati ai vestiari in dotazione agli agenti e alle condizioni di sicurezza precarie. «Siamo stanchi delle vessazioni di un lavoro sempre più frustrante e ‘mal digerito’». Dopo i recenti fatti non si escludono forme di protesta e contestazioni.