20 novembre 2017
Aggiornato 03:00
La battaglia legale

Mensa scolastica, il Comune di Torino ricorre in Cassazione contro il pasto da casa

Notificato il ricorso contro la sentenza della Corte d’Appello del 21 giugno, ora i legali hanno 40 giorni per il controricorso. E il ministro dell’Istruzione Giannini attacca i tribunali: «Non possono decidere per i bambini»

Continua la battaglia sulla mensa scolastica (© )

TORINO - La lunga telenovela relativa alle mense scolastiche ha vissuto ieri una nuova, importante, puntata. Il Comune di Torino, nella persona della sindaca Chiara Appendino, ha infatti notificato il ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello dello scorso 21 giugno, nella quale i giudici avevano riconosciuto ai 58 genitori del comitato «CaroMensa» il diritto di scelta tra il servizio di refezione scolastica e il pranzo portato da casa.

Cosa succede ora
Continua dunque la guerra a colpi di carte bollate tra genitori e istituzioni. Con un piccolo particolare però: ora il principale contendente di coloro che scelgono il pranzo da casa non è più il Miur - che nei giorni scorsi, attraverso l'Usr, aveva mostrato evidenti segnali di apertura - bensì l’amministrazione comunale, la quale in più di un’occasione ha sempre difeso la bontà e la necessità del servizio mensa. Una decisione che non ha colto impreparati i legali delle famiglie vincitrici in appello, i quali hanno 40 giorni per preparare il controricorso: «Non ci spaventiamo di certo - attacca l’avvocato Giorgio Vecchione - e ci difenderemo fino all’ultimo sangue. Nei prossimi giorni comunicheremo il nostro piano d’azione». Si tratta comunque di un procedimento legittimo, in quanto il Comune era una delle due parti in causa - l’altra era appunto il Miur - nel procedimento giudiziario. 

Giannini: «Giudici non devono scegliere per i bambini»
Una notizia, quella del ricorso, che arriva al termine di una giornata dove sono arrivate le parole di Stefania Giannini, titolare del dicastero all’Istruzione: «La mensa è un fondamentale momento di interazione - ha detto il ministro durante l’assemblea ANCI a Bari - mentre il pranzo da casa non è altro che un atto individuale». Quindi, un attacco ai tribunali: «Dobbiamo lasciare a loro la scelta su un elemento di questa importanza? Direi di no». Infine il ministro ha anticipato che la prossima settimana arriveranno delle linee guida per scuole e servizi comunali, con una chiara e omogenea indicazione su come comportarsi riguardo alle mense.