2 luglio 2020
Aggiornato 12:00
Sicurezza stradale

Gli stop al posto delle precedenze e i marciapiedi a «naso», rivoluzione in corso Massimo d’Azeglio

Solo nel 2016 in corso Massimo d’Azeglio, all’incrocio con via Tiziano Vecellio, ci sono stati sette incidenti stradali. Troppi per l’amministrazione, tanto che, nonostante i lavori fatti nel 2011, ha deciso di intervenire nuovamente per aumentare la sicurezza

TORINO - Gli interventi fatti nel 2011 non sono bastati a rendere sicuro l’incrocio tra via Tiziano Vecellio e corso Massimo d’Azeglio. Negli ultimi anni gli incidenti sono continuati a essere una vera piaga per quell’intersezione e solo nel 2016 se ne sono contati sette. Per questo motivo l’amministrazione comunale di Torino ha deciso di fare nuovi interventi per provare a porre rimedio a una situazione molto delicata.

Nuovi stop e due «nasi» contro la doppia fila
Per iniziare a rendere più sicuro l’incrocio saranno eliminate le precedenze che chi arriva da via Tiziano Vecellio deve dare in entrambi i sensi di marci a corso Massimo d’Azeglio. Gli «stop» sono molto più sicuri e saranno i primi nuovi cartelli a essere installati. Poi si procederà con la costruzione di due «nasi», termine tecnico per indicare il modo di progettare il marciapiede negli incroci per evitare che qualcuno parcheggi sulle strisce o nell'incrocio stesso garantendo quindi maggiore visibilità per le auto in transito. Ma non solo: gli interventi del Comune riguardano anche il verde che sarà potato più spesso. «Purtroppo non si possono mettere dei dossi su quella strada», spiega l’assessore alla Viabilità Maria Lapietra, «altrimenti si sarebbe potuto agire così. Ma il fatto che da corso Massimo d’Azeglio passino i pullman ce lo impedisce».

Le risorse per intervenire ci sono già
Ovviamente per poter mettere in sicurezza l’incrocio è necessario spendere soldi. L’assessore ha già fatto sapere di aver trovare le risorse per gli stop e per cambiare la forma dei marciapiedi e che quindi nelle prossime settimane potrebbero già partire i lavori. «Nell’ultimo periodo ci sono state troppe vittime della strada a Torino, la Giunta è sensibile alla tematica e a fine novembre faremo un Consiglio aperto sul tema. In Italia l’attuale modello di mobilità urbana, basata principalmente sull’uso del mezzo privato, risulta incompatibile con gli standard minimi di salute e di vivibilità e per questo è necessario l’attuazione di un sistema coordinato di interventi mirati a migliorare la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini», ha detto ancora Lapietra.