24 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Storie di Torino

Il Musinè, la «montagna degli alieni» a due passi da Torino

Dall’esilio di re Erode all'imperatore Costantino passando per gli ufo, tutti i racconti sul monte più misterioso d’Italia

TORINO - Cos’hanno in comune il re biblico Erode, l’imperatore romano Costantino e gli ufo? A prima vista nulla, tranne il fatto che parte delle loro vicende - incredibile ma vero - sono legate a una montagna che si trova a pochi passi da Torino: il Musinè. Già, perché il Musinè, alto 1.150 metri e appartenente alla sezione delle Alpi Graie, è il massiccio montuoso più vicino alla città di Torino, dalla quale dista solo 12 km. Una montagna molto amata dagli appassionati di escursionismo, ma sulla quale aleggiano racconti che lasciano letteralmente a bocca aperta. 

L’esilio di Erode
Uno di questi riguarda proprio Erode. Secondo la leggenda, il perfido sovrano della Giudea sarebbe stato esiliato su questo monte in espiazione della terribile «strage degli innocenti». Sulla durata di tale esilio non v’è però certezza: c’è chi dice infatti che sia stato solo temporaneo e che successivamente Erode avesse poi fatto ritorno a Gerico, altri invece sostengono che la sua condanna fosse eterna e che il re, rinchiuso dentro un carro di fuoco, sorvoli ancora oggi la montagna.

La croce di Costantino 
Un’altra leggenda riguarda Costantino I, l’imperatore romano celebre per il suo «editto» e per aver favorito la diffusione del Cristianesimo nei territori dell’impero. Costantino, prima della decisiva vittoria del 312 d.C. contro Massenzio, avrebbe avuto l’apparizione della croce fiammeggiante con sopra scritto «in hoc signo vinces» - con questo segno vincerai - proprio sulla vetta del Musinè. In questo caso però, un fondo di verità c’è eccome: la battaglia di Torino, che allora si chiamava Augusta Taurinorum, fu infatti combattuta nei «campi Taurinati», i quali coinciderebbero con la zona pianeggiante tra Grugliasco e Rivoli che separa Torino dal massiccio del Musinè. A questo proposito, nel 1901 una gigantesca croce di cemento armato alta 15 metri venne eretta sulla cima del monte, con una piastra che riporta il ricordo di quell’apparizione miracolosa.

L’incontro con gli alieni
Ma i racconti più famosi del Musinè sono legati soprattutto agli alieni. Innumerevoli sono infatti le testimonianze di avvistamenti di oggetti volanti non identificati, sia notturni che diurni. Il più clamoroso di tutti risale all’8 dicembre 1978. Quel giorno, due giovani escursionisti videro sul monte una luce bianca accecante sopra gli alberi. Uno dei due si avvicinò e, improvvisamente, scomparve alla vista del compagno mentre la luce si alzò in cielo. A quel punto l’amico cominciò a cercarlo allertando anche altri escursionisti. Alla fine il giovane fu ritrovato svenuto, incapace di tollerare la luce una volta sveglio e con il battito cardiaco irregolare. Soprattutto, sulla gamba aveva un’evidente cicatrice. Ai soccorritori raccontò di essersi avvicinato a un ufo che aveva la forma di una pera e che all’improvviso era diventato più grande, da cui erano comparsi quattro alieni. Questi ultimi lo avrebbero sollevato da terra con un semplice tocco, impedendogli di muoversi. Dopo quell’esperienza, i due ragazzi soffrirono di congiuntivite per diverso tempo.