20 novembre 2017
Aggiornato 03:00
La polemica

«Monet o Manet», lo staff della sindaca ironizza sulla cultura dei torinesi: è polemica

Un post ironico su Facebook di Xavier Bellanca, staffista che cura la comunicazione di Chiara Appendino, fa discutere i consiglieri. Carretta del Partito Democratico attacca: «E' pagato con i soldi dei cittadini, non può permettersi di offenderli».

Il post su Facebook che ha scatenato la polemica tra consiglieri e cittadini (© Facebook)

TORINO - La cultura fa discutere la politica torinese. Dopo le querelle sul Salone del Libro, la mostra di Manet e il Jazz Festival, il battibecco tra consiglieri comunali non sembra davvero avere fine. L'ultima «battaglia» si è disputata ieri sera, su un terreno di gioco tanto diretto quanto scivoloso: Facebook. Tutto nasce da un post, rigorosamente sarcastico, di Xavier Bellanca, staffista di Chiara Appendino: «Nell'ultimo mese migliaia di cittadini hanno scoperto che Monet e Manet sono due persone diverse e a distinguere il Jazz dal Blues. Hanno fatto più i giornali per la cultura in venti giorni che il DAMS in vent'anni».

Carretta attacca: «Non può offendere i torinesi»
Lo staffista, che cura la comunicazione della sindaca, ironizza sui polveroni mediatici sollevatisi nelle scorse settimane in merito ai grandi eventi organizzati in città. Apriti cielo. Passano pochi minuti e il post viene commentato, condiviso e criticato da diverse persone, tra cui ovviamente esponenti del Partito Democratico. Il più duro di tutti è Mimmo Carretta, consigliere comunale del PD: «Può un portavoce, o social media della Sindaca, pagato con i soldi dei cittadini, permettersi di offendere in questo modo?....Può!». L'ironia sulla cultura improvvisa di migliaia di torinesi e la frecciatina al presunto potere dei giornali fa discutere non solo i politici, ma anche i cittadini "semplici", quelli tirati in ballo dal post stesso. La polemica viene ripresa anche da loro che, va ricordato, potrebbero tranquillamente aver votato il Movimento 5 Stelle alle elezioni dello scorso giugno.

L’interessato: «Mi scuso se qualcuno si è sentito offeso»
Le critiche generate dal post pubblicato sembravano non aver fatto minimamente ripensare Xavier Bellanca a quanto scritto. Anzi, inizialmente aveva anche precisato che se quelli che avevano commentato avessero «dedicato lo stesso sforzo nell'indagare la realtà dietro i proclami banditi a destra e a manca senza un singolo dato fondato, probabilmente questa sarebbe una città migliore» per tutti i cittadini. Ma questa mattina sono invece arrivate le scuse: «Mi scuso se qualcuno si è sentito offeso dalle parole del mio post di ieri sera», ha scritto lo staffista della sindaca sul proprio profilo Facebook, «ovviamente non era in alcun modo mia intenzione. Preciso, qualora ce ne fosse bisogno, che si tratta di un'esternazione personale di cui nessuno era a conoscenza. Le lezioni, nel bene e nel male, sono quotidiane, e in queste ore ne sto imparando un'altra di cui mi ricorderò molto a lungo».

Cultura: torinesi in attesa, in Comune tante polemiche
Quel che è certo, al di là delle polemiche sterili, è che mai come in questo periodo la cultura è causa di litigi e discussioni. Il cambiamento portato dalla nuova amministrazione d'altra parte è sotto gli occhi di tutti. Tra ironia e frecciatine, va ricordato però come il programma culturale del 2016 venne presentato dalla scorsa amministrazione a febbraio, non di certo a novembre dell'anno prima. Grandi eventi, festival, manifestazioni: il 2017 sarà un anno diverso, Torino e i torinesi aspettano di conoscere il programma. Fuori da Palazzo Civico l'attesa è trepidante, dentro la polemica non accenna a finire.