9 dicembre 2019
Aggiornato 09:00
Mercatino dell'antiquariato

Blitz al mercatino dell'antiquariato, controllate decine di opere sospette

I carabinieri hanno catalogato diverse opere dalla dubbia provenienza, riscontrando alcune irregolarità nei registri di Pubblica Sicurezza

TORINO - Domenica mattina, i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino, aiutati dai colleghi della stazione di Moncalieri, hanno eseguito un’ispezione al tradizionale mercatino dell’antiquariato di Moncalieri. L’obiettivo? Il controllo volto alla prevenzione e repressione dei reati di contraffazione o ricettazione delle opere d’arte e dei pezzi d’antiquariato. Nello specifico sono 10 gli operatori controllati dai militari, con decine d’opere d’arte sottoposte all’esame della banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti.

Irregolarità nei registri di Pubblica Sicurezza
L’attività dei carabinieri ora è volta ad appurare se le opere fotografate e catalogate siano effettivamente di provenienza furtiva, come già accaduto qualche anno fa quando i carabinieri del Reparto Specializzato trovarono una pala d’altare trafugata in una chiesa di Rezzo, a Imola. I militari hanno riscontrato un’irregolarità nella tenuta dei registri di Pubblica Sicurezza, previsti dalla legge, per chi commercia opere e oggetti antichi o usati. La legge però è purtroppo molto trasgredita: prevede che i commercianti di cose antiche e usate dal valore non esiguo debbano indicare in un registro le operazioni di compravendita. L’articolo, pur costituendo un valido strumento di contrasto al mercato illecito per le forze di polizia e un’ottima fonte id prova della buona fede in caso di acquisto sfortunato da parte dell’acquirente, viene spesso disatteso dagli esercenti.