5 luglio 2020
Aggiornato 21:00
Malasosta

Appendino dichiara guerra alla malasosta: «Torinesi, da oggi tolleranza zero»

Con un video messaggio la sindaca ha promesso maggiori sforzi per punire chi non osserva le regole: «Stop alle auto in doppia fila»

TORINO - E' iniziata la "guerra" di Chiara Appendino contro l'illegalità stradale. Ad annunciarlo è stata proprio la prima cittadina, con un video messaggio apparso ieri pomeriggio sulla sua pagina Facebook. L'obiettivo è contrastare ogni forma di illegalità stradale in generale ed è quindi naturale che il primo "campo di battaglia" sia la malasosta.

Malasosta, un fenomeno radicato a Torino
Secondo Appendino il fenomeno del parcheggio selvaggio è un malcostume ormai radicato nella società torinese ed è quindi giunto il momento di contrastarlo e punirlo come da regolamento. Il discorso è ovviamente più complesso e ampio, ma è chiaro che nei prossimi mesi aumenteranno le multe: la direttiva è già arrivata al comandante dei vigili urbani. Le vie citate dalla sindaca sono tante: via Vanchiglia, corso Giulio Cesare, via Madama Cristina, via Nicola Fabrizi, via Cibrario, ma il ragionamento è applicabile a tutta la città. Un fenomeno diffuso in tutta la città. Nel video messaggio Appendino ricorda come non transigere più sui parcheggi selvaggi faccia bene a tuti noi perché porta un miglioramento della qualità urbana e a un miglioramento della qualità dell'aria.

Appendino: "Torinesi, dipende anche da voi"
Il cambio di rotta verrà quindi guidato dall'amministrazione stessa, che però si rivolge in primis ai cittadini:  «Dipende da tutti noi che ci mettiamo in strada e dal nostro rispetto delle regole. Non importa se siamo ciclisti, pedoni e automobilisti». Se qualcuno avesse ancora dubbi sull'intenzione del Comune di combattere l'inciviltà stradale, le parole di Chiara Appendino dissipano ogni dubbio: «Bene, da oggi vi dico che la mia amministrazione non ha alcuna intenzione di tollerare l'illegalità stradale. Dopo una riunione con il comandante dei vigili urbani abbiamo stabilito controlli molto più rigidi e continui soprattutto contro la malasosta». Stop alle impunità dunque, per una Torino più civile e ligia alle regole.