20 novembre 2017
Aggiornato 03:00
Referendum Costituzionale

Referendum, a Torino vince il «no». Appendino: «Politica ascolti gli italiani»

Nella giornata di ieri 466.475 torinesi si sono recati alle urne, il 71,49 % degli aventi diritto al voto. La sindaca ha ringraziato i cittadini per l'ampia partecipazione, lanciando un messaggio al Presidente della Repubblica

Chiara Appendino durante le operazioni di voto (© )

TORINO - Nel day after del voto che ha bocciato la riforma Costituzionale e portato alle dimissioni del premier Matteo Renzi, emergono anche i dati relativi al voto «torinese». Sono infatti 466.475 gli aventi diritto al voto che nella giornata di ieri si sono recati alle urne, il 71,49 %. Una percentuale molto alta, superiore alla media nazionale. Anche il voto dei torinesi è chiaro: il 53,58 (248.007 persone) ha votato «NO», mentre il 46,42 (214.824 persone) ha votato «SI». In questo caso la forbice tra le due posizioni è meno ampia rispetto a quella emersa dal dato nazionale.

Appendino: «Torinesi, grazie. Politica torni ad ascoltare cittadini»
Come era lecito aspettarsi, al termine del voto sono arrivate le reazioni delle principali figure politiche torinesi. La sindaca Chiara Appendino, dopo esser scesa in piazza venerdì per il «no», ha affidato a Facebook il proprio messaggio quando era ormai notte inoltrata: «Ringrazio i torinesi per una partecipazione al voto così significativa. È tempo che la politica colga il segnale che esce dalle urne e torni a dare ai cittadini le risposte che aspettano, mettendo al centro i valori della partecipazione e della condivisione. Ci affidiamo al Presidente della Repubblica perché tracci un percorso che consenta alle Istituzioni di tornare a comprendere gli italiani».

Lo Russo: «Ha perso l'Italia, che peccato»
Stefano Lo Russo, capogruppo del Partito Democratico a Torino e sostenitore convinto del «si», ha invece aspettato qualche ora per commentare la bocciatura della riforma Costituzionale: «Non ha perso solo Renzi, ha perso l'Italia capace di fare le riforme e ha vinto il partito trasversale della conservazione. Tante le cause della sconfitta, alcune molto evidenti anche a chi si è speso per il Si. Adesso si avvia una fase molto complessa per il Paese di cui non si intravede lo sviluppo e lo sbocco. Questo referendum ci lascia però un esito certo e che avrà lunga durata: per almeno altri 20 anni in Italia ci teniamo tutto così com'è. Che peccato».