24 giugno 2017
Aggiornato 10:30
Mercatini di Natale

Dopo lo «sgombero» di piazza Statuto l’annuncio di una commissione per regolare le piazze auliche

La sindaca di Torino Chiara Appendino al termine di un lungo incontro con la soprintendente Luisa Papotti ha fatto l’annuncio. Intanto ai commercianti è stato offerto corso Marconi, ma loro hanno rifiutato

Le pagode di piazza Statuto (© Diario di Torino)

TORINO - Quello che sta accadendo con i mercatini del «Natale coi fiocchi» non dovrà più accadere. E’ quanto hanno auspicato la sindaca Chiara Appendino e la soprintendente Luisa Papotti che nelle giornata di ieri hanno fatto gli straordinari per tentare di risolvere il «pasticcio» di piazza Statuto dove era già allestito il mercatino con 27 pagode pronte e dove invece tra qualche ora tornerà la calma di tutti i giorni per il «no» della Soprintendenza all’utilizzo di quella location. Per evitare che succeda di nuovo la prima cittadina ha annunciato che nascerà una commissione mista, composta da responsabili del Comune di Torino e della Soprintendenza «proprio per regolare l’utilizzo delle piazze auliche, nel rispetto della tutela storica e architettonica e delle esigenze economiche degli operatori commerciali». Un provvedimento quasi obbligatorio visto ciò che è avvenuto nelle ultime ore, ma non solo. Non sono lontani i tempi in cui, a parti invertite, chi oggi è alla minoranza in Sala Rossa, acconsentiva strutture anche più impattanti delle 27 pagode e chi, oggi sindaco, protestava animatamente contro tali strutture.

I commercianti di piazza Statuto in corso Marconi?
Dopo ore di riunione a Palazzo Civico la soluzione è stata trovata: lo spostamento dei commercianti «sfrattati» da piazza Statuto in corso Marconi. Tutto semplice, almeno in apparenza, peccato che gli ambulanti di cambiare zona non ci pensino proprio. Anzi, in queste ore stanno finendo di caricare i propri prodotti sui furgoni per fare rientro a casa o per dirottarli verso qualche altro mercatino fuori Torino e la cosa non fa loro troppo piacere. «Ce lo potevano dire prima che piazza Statuto non era disponibile», lamentano, «la zona è una cosa importante per il nostro lavoro, più ti avvicini al centro più gente c’è, più ti allontani e ovviamente meno potenziali clienti ci sono».