24 agosto 2019
Aggiornato 06:30
Raccolta differenziata

Raccolta differenziata porta a porta, niente bidoni colorati in strada: staranno nei cortili

Si partirà da San Salvario, poi il progetto verrà esteso ai quartieri Vanchiglia e Santa Rita. Capitolo costi: dalla Città Metropolitana in arrivo 1,2 milioni di euro, ma non bastano

TORINO - Cambiano le modalità della raccolta differenziata porta a porta, progetto che partirà a settembre nel quartiere San Salvario. Negli scorsi giorni c’è stato un piccolo dietrofront dell’assessora Stefania Giannuzzi, in accordo con la Circoscrizione 8: nessun bidone colorato in strada, quest’ultimi dovranno stare nei cortili interni per poi essere portati in strada una volta alla settimana, quando avverrà il consueto passaggio dei mezzi Amiat.

Bidoni nei cortili, un esperimento vincente
Come mai quindi si è deciso di passare a un tipo di raccolta porta a porta diverso, con i bidoni posti nei cortili? La sensazione, in base agli esperimenti condotti in questi anni a Nizza Millefogli, è che sia un metodo più efficace. Come dicevamo si partirà al termine della prossima estate con San Salvario poi, come da programma, il progetto verrà esteso ai quartieri Vanchiglia e Santa Rita. Che la raccolta differenziata debba diventare il fiore all’occhiello della Città è chiaro dal piano di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione adottato dalla Regione che prevede, entro il 2020, il raggiungimento del 65% della raccolta differenziata. Una percentuale rilevante, soprattutto se si pensa che l’anno scorso Torino, pur ponendosi tra i primi posti in Italia tra le città di analoghe dimensioni ha raggiunto una percentuale del 42,8%.

Costi, si cerca la soluzione migliore
Capitolo costi: il Comune ha ottenuto il finanziamento di 1 milione e 200mila euro dalla Città Metropolitana. Un tassello fondamentale, ma da Palazzo Civico dovrà arrivare un contributo importante per la realizzazione totale del progetto. Molto dipenderà ovviamente dalle risorse di bilancio: la situazione sarà più chiara nelle prossime settimane, quando riprenderanno i lavori del Consiglio comunale (fermo fino al 16 gennaio). Tutto potrebbe ancora cambiare.