13 agosto 2020
Aggiornato 13:30
Suk

Suk, bagarre totale: «A Ponte Mosca lo gestiremo così». L’opposizione: «Inaccettabile»

L’amministrazione tira dritto e ribadisce la volontà di proseguire nella linea intrapresa. Il PD pensa a un esposto, critiche anche da Ricca, Magliano e dai residenti

TORINO - Il Suk continua a far discutere politici torinesi e residenti. Se da una parte l’amministrazione è convinta di aver trovato la soluzione (temporanea), i cittadini e gran parte dell’opposizione levano le barricate contro lo spostamento dell’attività di libero scambio nell’area di Ponte Mosca. Nonostante la mozione del Consiglio Metropolitano che impegna la sindaca (della Città Metropolitana) a non concedere Ponte Mosca al Comune di Torino, la Giunta Appendino è convinta di aver trovato la soluzione migliore. Nelle ultime ore però c’è stato un piccolo intoppo: nel bando per la concessione dell’organizzazione delle attività di libero scambio si è riscontrato un vizio di forma, risolvibile in dieci giorni. Questo comporterà uno slittamento dell’apertura di Ponte Mosca ai primi giorni di febbraio.

L'assessore Giusta: "Periodo limitato..."
A confermare e a chiarire come verrà gestito il Suk è Marco Giusta, assessore alle Pari Opportunità: «Lo spostamento annunciato ieri sarà per un tempo limitato, sino al 31 maggio. Cambierà l’utilizzo delle aree liberate dai banchetti. Il canale dei Molassi sarà utilizzato dall’Associazione Commercianti del Balon, l’area di San Pietro in Vincoli invece verrà adibita a parcheggio per i mezzi degli operatori di Ponte Mosca. In via Monteverdi si collocheranno i giocatori di cricket che usufruivano del fossato di corso Giulio Cesare. Avevamo promesso che avremmo occupato per breve tempo lo spazio di Ponte Mosca e così sarà».

L'opposizione all'attacco della Giunta
Parole e soluzioni che, ovviamente, non sembrano convincere nemmeno un po’ l’opposizione. Magliano, capogruppo dei Moderati, attacca: «La Giunta Appendino continua a comportarsi come se non esistesse una mozione del Consiglio Metropolitano, assurdo sostenere che il libero scambio sia un modo di fare lotta alla povertà e integrazione. Non c’è uno straccio di programma». Dello stesso parere Fabrizio Ricca che, pur ribadendo la contrarietà al Suk, auspica che quest’ultimo (se proprio deve essere fatto) venga allestito lontano dai centri abitati. Ed è proprio su questo che si fonda la critica principale mossa dal Partito Democratico, pronto a un esposto per il cambio di destinazione d’uso dell’area. L’ex amministrazione tra l’altro aveva individuato l’area di Basse di Stura come luogo ideale per organizzare il libero scambio. In attesa del via ufficiale, il Suk continua a far discutere.