15 novembre 2019
Aggiornato 23:30
Salute

L’influenza mette in ginocchio il Piemonte: 300.000 ammalati, è il virus peggiore degli ultimi 10 anni

Secondo gli esperti però, il picco dell’influenza è ormai alle spalle. L’assessore Saitta: «Abbiamo retto grazie al vaccino»

TORINO - In Piemonte ci si è ammalati di più rispetto al resto d’Italia. Sono circa 300.000 i cittadini che quest’anno hanno contratto l’influenza. Il periodo peggiore? Le ultime due settimane di dicembre e la prima di gennaio, con un picco che non veniva raggiunto da almeno dieci anni. Una forma di virus potente e aggressiva, con un’incidenza di 13 malati ogni mille assistiti, contro la media di 9,11 nazionale.

Saitta: "E' stata dura ma il sistema sanitario ha retto"
Il sistema sanitario piemontese è stato messo in ginocchio ma ha retto, parola dell’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta: «l virus si è presentato quest'anno in forma più virulenta rispetto agli anni passati. Abbiamo promosso una campagna di vaccinazione che è arrivata a coprire oltre 614.000 persone, con un dato in crescita rispetto alle 603.000 dell'anno scorso. Sono stati vaccinati tutti i soggetti a rischio per patologie e le persone over65 e i bambini sotto i sei mesi, tutti individui che possono sviluppare gravi complicazioni. Abbiamo comunque superato il picco, e ora è iniziata la discesa della curva»

Lavoro extra per gli ospedali
L’aumento dei flussi nei pronto soccorso si è fatto sentire, vista anche la paura per i recenti casi di meningite. Il personale piemontese si è fatto in quattro e ha resistito, riuscendo a organizzarsi in svariati modi: in alcuni ospedali sono stati dedicati dei reparti «polmone», spazi dedicati per affrontare il problema influenza. A Torino, la Città della Salute ha ricavato 14 posti letto, il Mauriziano 15 e il Giovanni Bosco 20. Saitta conclude: «Non nascondiamo le difficoltà, ma ribadisco che c'è stata una tenuta complessiva. Il tutto riporta al tema dell'assistenza territoriale, che è ancora estremamente debole".