23 gennaio 2021
Aggiornato 21:00
Museo Egizio

«Fortunato chi parla arabo» al Museo Egizio, scoppia la polemica per la promozione

Il capogruppo della Lega Nord, Fabrizio Ricca, ha chiesto spiegazioni per l’iniziativa lanciata dal Museo Egizio valida dal 19 dicembre 2016 al prossimo 31 marzo 2017

TORINO - Fa discutere l’iniziativa lanciata dal Museo Egizio per avvicinare la comunità araba alle sue collezioni. «Fortunato chi parla arabo», promozione che consente due ingressi al costo di uno, è stata fortemente criticata dal capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale, Fabrizio Ricca. «Non si capisce perché un museo che non prevede giornate di ingresso gratuito, non prevede ingressi ridotti per anziani o insegnanti, trincerandosi dietro la scusa che sarebbe ‘un museo privato’, come mi è stato risposto dal centralino prenotazioni, abbia avuto questa alzata d’ingegno», e poi prosegue, «Sui manifesti c’è scritto ‘Basta mostrare un documento’. Staranno scherzando, spero. Uno può avere un nome arabo ed essere nato in Italia e non conoscerne una parola. Ci sono anche occidentali che parlano arabo, a cominciare dagli studenti torinesi che lo studiano. E se dovessero rivendicare lo sconto? Che si fa? L’esamino di lingua davanti alla biglietteria?».

Percezione di accoglienza
Una forte accusa quella di Fabrizio Ricca a cui l’amministrazione ha risposto per voce dell’assessore alla Cultura, Francesca Leon. «In provincia di Torino vivono oltre 33mila persone di lingua araba di cui 24mila nel capoluogo. Di questi quasi 5mila sono egiziani e l’82% non è mai entrato in un museo». Dopo i numeri, la spiegazione dell’iniziativa del Museo Egizio: «Il progetto è stato portato avanti dopo un’indagine svolta da Etnocom e l’obiettivo è quello di costruire un legame con una parte della città che fino a oggi non ha fruito del Museo Egizio. Questo», ha aggiunto ancora Leon, «è solo l’inizio, un esperimento che proseguirà con altre lingue e altre comunità».

Il Museo Egizio si rivolge ai «Nuovi Italiani»
Il Museo era stato chiaro sin dall’inizio: «Saremo i primi a rivolgerci ai ‘Nuovi Italiani’ attraverso un’iniziativa per avvicinare le collezioni alla comunità araba. Un patrimonio museale che non appartiene alla cultura italiana e la precisa volontà di avvicinare questa ricchezza a coloro che in esso possono trovare radici, identità e orgoglio». Questi i due obiettivi che hanno portato il Museo Egizio a lanciare l’iniziativa «Fortunato chi parla arabo» valida dallo scorso 19 dicembre 2016 al prossimo 31 marzo 2017.