13 agosto 2020
Aggiornato 13:00
Mercato del libero scambio

Il suk nell’area di Ponte Mosca fino al 31 maggio, poi tocca a un’altra zona della città

Dopo il 31 maggio il mercato del libero scambio, quello che viene chiamato da molti «dell’abusivismo», sarà spostato. Fino ad allora si terrà la domenica mattina tra corso Giulio Cesare e lungo Dora Firenze

TORINO - Il suk, come stato ampiamente anticipato, ha una nuova location, seppur temporanea: il mercato del libero scambio si farà nell’area di Ponte Mosca, situata tra corso Giulio Cesare e lungo Dora Firenze. E a poco sono importate le proteste di chi teme l’arrivo di quello che è stato soprannominato il mercato «dell’abusivismo» e il perché è racchiuso proprio nella sua temporaneità. Il suk infatti rimarrà lì solo fino al 31 maggio quando sarà trasferito in un’altra zona della città. «La Giunta intende sottolineare la volontà dell’amministrazione», ha spiegato l’assessore Marco Giusta, «di individuare altre opportune aree per lo svolgimento delle attività di libero scambio e che l’impiego dell’area in oggetto deve intendersi strettamente limitata al periodo necessario a dare continuità al servizio».

Soldi per «il disturbo» alla Città Metropolitana
Il Comune di Torino verserà una quota alla Città Metropolitana per l’utilizza dell’area di Ponte Mosca, «quota che», spiegano, «non potrà essere maggiore dell’incasso ottenuto dall’affidamento dei servizi di libero scambio». Questa è una delle decisioni prese con l’approvazione del disciplinare da parte della Giunta comunale della sindaca Chiara Appendino.

Libero scambio e non abusivismo
«Il libero scambio», ha spiegato l’assessore Giusta, «è una risposta a esigenze e bisogni di nostri concittadini e concittadine. Viene dalla necessità di avere un sostegno al reddito per molti, per mettere insieme il pranzo e la cena per altri, scongiurando l’illegalità. È occasione di riuso per oggetti che altrimenti alimenterebbero il ciclo dei rifiuti. E’ occasione di incontro e di socialità per persone che vivono la loro situazione di povertà, spesso, in condizioni di isolamento, in solitudine».